ARCO. È polemica attorno alla nuova pista ciclabile che collega Arco - nei pressi della località Maza - a Nago-Torbole. L'opera, inaugurata da poco e ricavata da una vecchia strada romana, sta riscuotendo un successo straordinario tra ciclisti e turisti. Ma nasconde un problema tutt'altro che secondario: l'accesso dei fondisti e degli agricoltori ai propri terreni. Il motivo? La pista si può percorrere in un solo senso, da Nago verso Arco. Chi deve raggiungere i propri fondi nella direzione opposta è costretto a un giro di diversi chilometri, passando dalla strada della Maza per poi immettersi sulla ciclabile.

La versione ufficiale parla di motivi di sicurezza. Ma fino a poco tempo fa quella stessa strada era percorsa tranquillamente da fondisti, pedoni, ciclisti e agricoltori, senza che la convivenza creasse alcun problema. Oggi non è più così. Ieri una ventina di agricoltori si sono ritrovati alla Maza, all'inizio della ciclabile, per portare la loro protesta davanti alla stampa. Presente, per conto dell'amministrazione comunale, il vicesindaco Marco Piantoni. «Questa era una strada romana che esiste da tempo immemorabile e che garantiva l'accesso dalla Valle dell'Adige alla Valle del Sarca - hanno spiegato gli agricoltori presenti - su questa strada, di proprietà del Comune di Arco ma date in concessione alla Provincia di Trento per realizzare i lavori della ciclabile, insistono diverse coltivazioni di oliveti. Prima dei recenti lavori era una strada bianca sterrata, a cui accedevamo senza problemi. C'erano naturalmente anche ciclisti, ma anche molti pedoni che facevano delle passeggiate».

Il problema, hanno spiegato, «è che prima questa non era una ciclabile com'è ora: è diventata un velodromo. E ora subiamo forti limitazioni, perché possiamo accedere solo con un mezzo agricolo e l'autorizzazione viene concessa a senso unico, scendendo da Nago. Una follia: questi olivi rischiano di essere abbandonati e i nostri terreni, in breve tempo, deprezzati. Perderanno di valore, insomma. Ci si dimentica che noi qui lavoriamo». Piantoni ha espresso il sostegno dell'amministrazione comunale, spiegando che occorre costituire un «tavolo di lavoro» con la Provincia, a cui dovrebbe prendere parte anche l'amministrazione comunale di Nago-Torbole.

«Eventuali rivalutazioni - ha sottolineato Piantoni ai presenti - dovranno essere fatte a livello provinciale». Il vicesindaco ha poi letto un comunicato dell'assessora all'ambiente, Chiara Parisi, che riassume la posizione dell'amministrazione comunale sul tema: «Piena solidarietà ai proprietari e ai coltivatori dei fondi olivicoli che hanno come unico accesso la vecchia Maza, oggi trasformata in ciclovia turistica. È difficile pensare di impedire o rendere ulteriormente difficoltoso l'accesso ai fondi agricoli, creando nuovi ostacoli a un comparto olivicolo già messo a dura prova dalle difficoltà degli ultimi anni, sul fronte delle produzioni, sia per gli attacchi parassitari che per lo stress climatico».

Parisi aggiunge: «Preoccupa inoltre la soluzione - che si auspica possa essere soltanto temporanea - di consentire agli agricoltori esclusivamente la discesa, obbligandoli a raggiungere i propri fondi attraverso la strada della Maza. Una soluzione che, oltre a creare notevoli disagi, comporta ulteriori rischi legati alla presenza di mezzi agricoli sulla principale via di accesso alla valle. A tutto questo si aggiunge un aspetto economico non secondario: la limitazione o la difficoltà di accesso ai fondi può incidere direttamente anche sul loro valore e sulla possibilità di continuare a coltivarli».

La richiesta è netta: «Si chiede pertanto che vengano accolte le istanze dei proprietari dei fondi, garantendo loro un accesso rapido, sicuro e compatibile con le esigenze della coltivazione agricola, attraverso le vie più idonee e con un'adeguata segnaletica». R.V.