PHOTO
VAL DI LEDRO. La situazione è più complicata del previsto, per quanto riguarda la grande frana che si è staccata dal fronte roccioso che sovrasta la strada principale della Val di Ledro nella zona delle prese della centrale, tra Molina e Mezzolago. Solo nella prima settimana di marzo sarà possibile riaprire al transito al statale, ma a senso unico alternato.
È quanto emerso dai rilievi tecnici e dal sopralluogo del personale specializzato della Provincia, che questo pomeriggio era sul posto accompagnato anche dal presidente Maurizio Fugatti.
La montagna all'interno è cava a causa della presenza delle opere infrastrutturali della presa delle centrale idroelettrica, il cui sbocco dei tubi è esattamente sotto il punto in cui è franata. Non è possibile intervenire con demolitori o esplosivo dunque per distruggere l'altro sperone rimasto del balcone panoramico scavato nella roccia.
Sara necessario, invece, limare la roccia con dei macchinari appositi telecomandati, l’opera di rimozione del materiale, che non può essere gettato del lago data la presenza dell'imbocco della presa stessa, richiederà molto tempo.
Dunque, la statale 240, nel tratto franato tra Molina e Mezzolago, riaprirà al'linizio di marzo e solo a senso unico alternato, intanto il traffico veicolare è deviato sulla strada comunale del versante di Pur, però dalle 7 alle 20 possono transitare esclusivamente mezzi fino a 3.5 tonnellate, nella notte via libera anche a mezzi che trasportano materiali edili ma non agli autoarticolati.
Domani mattina l’amministrazione comunale valuterà con i tecnici, le forze dell’ordine e Trentino trasporti la possibilità di utilizzare un bus navetta da venti posti, soprattutto per gli studenti e i lavoratori che normalmente utilizzano il pullman.


