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LEDRO. Se è vero, come diceva Bernardo di Chartres, che siamo come nani sulle spalle di giganti, i cui insegnamenti ci portano a vedere lontano, allora la mano di Angelo Foletto è stata una di quelle che hanno posato la pietra miliare che erge l'odierno patrimonio culturale di Ledro. Giornalista, musicologo e critico, lascia un vuoto incolmabile nella comunità ledrense che ne piange la scomparsa, dopo una lunga malattia.
Era il 2004 quando il connubio di idee ed intenti tra Roberto Furcht, Foletto e il compianto Giuliano Pellegrini (allora alla guida dell'Unione dei Comuni), diede vita a "Kawai Ledro", rassegna concertistica estiva divenuta palcoscenico internazionale. Dal 2017 è artisticamente guidata da Davide Cabassi, pianista e divulgatore, amico fraterno di Foletto. «Angelo è stato, per me, non solo un maestro di scienza e conoscenza dell'arte musicale, dell'opera, della musica sinfonica - racconta Cabassi - è stato un esempio: comunicava la musica con amore e affetto. Dimostrava a tutti quanto ne fosse innamorato, facendo sì che chiunque si innamorasse di essa. Parlava con la luce negli occhi e ciò trasmetteva più di mille pagine erudite. È stato un fratello maggiore, una roccia a cui mi sono appoggiato nei momenti difficili. Sentirò immensamente la mancanza dell'uomo e del fratello che è stato nei miei confronti».
«Era un piacere incontrarlo ogni anno all'evento estivo - aggiunge Renzo Mazzola, fotografo ledrense - c'era tra noi una bella amicizia. Fu Giuliano Pellegrini a chiedermi se potessi realizzare qualche scatto durante le serate di "Kawai". A fine concerto, poi, si usciva tutti insieme. Angelo era un acuto conoscitore della cultura e dell'arte».
«Angelo, da ragazzini degli anni '60 e '70 ti guardavamo con l'ammirazione che si doveva ai "più grandi" - ricorda Cecilia Ranza, villeggiante di Milano - poi siamo cresciuti e ti abbiamo voluto bene per l'uomo simpatico, profondo e sincero che eri rimasto, nonostante i tuoi stra-meritati traguardi professionali. Incontrarti era sempre speciale, ascoltare le tue introduzioni ai cicli estivi dei concerti "Kawai" un privilegio. Grazie per averli portati a Ledro! Ora restano ricordi preziosi e un grande dispiacere. Che la terra ti sia lieve come la musica che ci insegnavi ad amare».
Angelo non diventò farmacista nella storica farmacia di famiglia, ma continuò ad alimentare il legame con le sue radici. Nel maggio 2011 costituì con i fratelli Antonia, Annamaria, Chiara e Alberto l'associazione culturale "Achille Foletto", che presiedeva: atta a perseguire l'opera di documentazione e valorizzazione della storia professionale di famiglia avviata dal padre Achille, gestisce le attività del Museo Foletto. Quest'ultimo, il 29 dicembre 2024, ha riaperto le sale al pubblico dopo i lavori di riqualificazione: Angelo è stato voce dell'inaugurazione.
«Mi ha sempre affascinato il modo pacato con cui argomentava il suo sapere - evidenzia Claudio Oliari, sindaco di Ledro - ho avuto la fortuna di collaborare con lui all'organizzazione di più cicli "Kawai", della cui rassegna è stato tassello fondamentale. A lui intitoleremo l'edizione 2026. Mancherà a tutti. Le condoglianze da parte dell'amministrazione alla famiglia Foletto, alla moglie Anelide e alla figlia Angelica».
«Mentre fra le nostre mani passavano i vinili che hai fortemente voluto donarci - condivide la biblioteca ledrense - ci è giunta questa triste notizia. Ciao Angelo, ti saremo sempre grati per il prezioso materiale che hai messo a disposizione della tua comunità». I funerali lunedì alle 11 nella chiesa di S.Maria della Passione a Milano.


