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LEDRO - La passione per il mondo velico è il vento che accompagna Alessandro Boccagni in giro per il mondo. Ledrense classe 1998, dopo gli studi al Floriani di Riva ha intrapreso diversi lavori, senza mai perdere il focus sul sogno di fare del suo amore per la barca a vela una professione.
Di regata in regata, dall'Associazione Vela di Ledro è diventato istruttore e poi membro dello shore team della Coming Solution di Verona, azienda che ha creato e sviluppato il monoscafo 69F, l'unico con foil per equipaggi ad avere regate in tutto il mondo oltre alle classi in Coppa America.
Arrivata la proposta di lavorare per Giovanni Lombardi Stronati, armatore e proprietario della Botin Partners, azienda che progetta e costruisce a Valencia i Django Maxi 7x, ha iniziato a raggiungere mete sempre più prestigiose sino ad ottenere il proprio posto in Luna Rossa, con base a Cagliari. Sì, per la vela con cui "vola" l'oro olimpico trentino Ruggero Tita.
Alessandro lavora nel Chase Department, la sezione operativa che si occupa di gestire imbarcazioni ad alte prestazioni, essenziali per la sicurezza, la logistica e l'assistenza tecnica per il rivoluzionario monoscafo foiling AC75usato dal team Luna Rossa.
Cosa ha imparato durante gli anni sulle acque ledrensi?
«Devo ringraziare i miei genitori per avermi iscritto ai corsi velici estivi sin da piccolo. Ho imparato a stare in un gruppo e condividere uno sport. Dell'Associazione Vela di Ledro ho bellissimi ricordi. Sono cresciuto parecchio grazie a Paola Mora, oggi presidente del Coni Trentino e allora presidente dell'associazione locale. Allo stesso modo le famiglie Cavallari e Spagnolli, che mi hanno stimolato e permesso di crescere come sportivo e come persona».
Come mai ha lasciato la strada dell'agonismo velico?
«Ho iniziato ad intraprendere i passi da coach, dopo aver assorbito spiegazioni e consigli dei miei stessi istruttori. Dapprima con i ragazzi dell'agonistica di Ledro, poi come aiuto istruttore sul lago di Garda, dove è possibile lavorare con barche di dimensioni maggiori. Ho lavorato per il Circolo Vela Torbole, trovandomi benissimo».
Quando si è avvicinato al kitesurf?
«Un amico istruttore a Torbole mi trasmise la sua passione. Ho iniziato ad insegnarlo sul Garda e, dopo, è arrivata la svolta».
Racconti.
«Ho cominciato a lavorare per la Coming Solution di Verona, che ha brevettato le 69F. Ero nello shore team che segue le barche con mezzi di supporto. Lavorando con le 69F ho girato il mondo: dal lago di Garda sono stato introdotto nel circuito europeo, dalla Svizzera alla Spagna, poi mi sono spostato anche in Asia tra Dubai e Jeddah. A Jeddah ho collaborato per la prima volta con l'America's Cup».
Dai 69F ai Django Maxi. Cos'è cambiato?
«Passato ai Maxi ho scoperto un microcosmo pazzesco. I delivery avvenivano in mare aperto, una nuova esperienza per me. Genova, Valencia, Porto Cervo, Malta, Saint-Tropez, l'Isola di Wight per fare la Fastnet Race e l'Admiral's Cup sulle coste della Gran Bretagna, tra le regate più storiche al mondo».
Come è approdato a Luna Rossa Challenge?
«Michele Cannoni, storico boat captain e shore team manager di Luna Rossa, mi ha coinvolto in questo grande mondo. Dopo un anno di lavoro insieme mi ha chiesto di avviare la prova con Luna Rossa. Ho cominciato nel Chase Department, il dipartimento che si occupa delle imbarcazioni di supporto durante le competizioni e tuttora ne faccio parte».
«A Cagliari non pensavo di trovare condizioni meteo e marine tanto ottimali. Sono sempre stato abituato all'Òra e al Peler. Cagliari mi ha sorpreso».
Cosa significa per lei tutto questo?
«È un'opportunità enorme. Ringrazio Michele Cannoni per avermi portato con sé e tutti i ragazzi con cui lavoro ogni giorno. Più di 130 persone lavorano con un solo obiettivo. La concentrazione ci ha portati ad ottimi risultati come la vittoria della regata preliminare a Cagliari».
Come bilancia fatica e dedizione?
«Da anni non mi rendo più conto di che giorno sia perché amo ciò che faccio. La vela per me è soddisfazione, non costrizione lavorativa. La passione che ho dentro è quella che mi è stata trasmessa sin da bambino a Ledro».
Ai giovani che ambiscono questo percorso, cosa consiglia?
«Per raggiungere i propri obiettivi è importante capire chi si ha di fronte. Cercare di ragionare con la propria testa, sfruttare ogni singola occasione che la vita dà. Ci sono momenti duri, ma bisogna credere nelle proprie capacità anche quando tutti remano contro».


