Gli intrepidi tuffatori che si sono buttati nel lago di Ledro (venuti apposta dal Trentino e da tutta Italia)
Domenica erano in 121, compresa una bimba di otto anni, il «senatore» di 75, e il gruppo storico dei «Tuffatori della Merla» che non è mai mancato all’appello
LEDRO. Figurarsi se i tuffatori di Pieve si fanno impressionare per un po' di pioggia, la nebbia, le nuvole i cinque gradi dell'aria o i sette dell'acqua del lago. E per la verità neppure i chilometri da percorrere in una domenica di maltempo in mezza Italia hanno scoraggiato i tanti che sono arrivati da molto, molto lontano.
La bella tradizione del «Tuffo della merla» si è ripetuta domenica a mezzogiorno in punto sulla spiaggia di Pieve di Ledro, grazie a uno staff di organizzatori che non perde un colpo e può ormai contare su uno zoccolo duro di "merli tuffatori" che non rinuncerebbero al più gelido dei bagni per nessuno motivo.
Ieri si sono presentati in 121 sulla spiaggia pronti a lanciarsi in acqua. Era impossibile migliorare nuovamente il record fatto segnare negli ultimi anni: erano in 144 nel 2023 e addirittura in 170 l'anno scorso. Ma viste le condizioni particolari di questo tuffo (l'anno scorso c'era un bellissimo sole) non si può che essere soddisfatti di tanta adesione.
Anche perché, come si diceva, il «Tuffo della merla» è ormai un must per molti che con Ledro c'entrano poco. Si pensi al gruppetto arrivato apposta in giornata da Firenze, a due ospiti giunti da Roma e da Chieti, a quanti sono arrivati a Pieve ieri da Milano, Lodi, Bergamo, Brescia, Mantova, Pavia, Biella, Rovigo, Reggio Emilia e Padova. Oltre naturalmente a mezzo Trentino.
La pattuglia più numerosa resta ovviamente quella di casa: 75 i trentini di cui 17 ledrensi. E ledrense doc è anche la tuffatrice in assoluto più giovane di ieri, la piccola Giorgia Degara che a 8 anni non si è tirata indietro e s'è lanciata nelle acque del lago con cuffia e costumino. Poco più grandi di lei Filippo Dapor, 10 anni, roveretano.
La palma del più anziano tuffatore quest'anno è andata a Giovanni Amistadi, dalla Moleta di Arco, già presente al primo tuffo e dall'alto dei suoi 75 anni tra i fedelissimi della manifestazione. Settanta invece le primavere per Carla Caldonazzi, da San Michele all'Adige.
A proposito di presenze giusto ricordare i "senatori" del tuffo: Roberto Franceschini, Luca Degara, Fabia Torbol, Luigi Zambotti.
«Siamo venuti da Firenze in nove ma ci tuffiamo in cinque - dicono dalla comitiva toscana - l'anno scorso era un po' più caldo, quest'anno è stata più dura ma veniamo apposta quindi va bene così. Mangiamo qui e in serata si torna a Firenze...».
«Sono nove anni che vengo dall'Abruzzo per il tuffo - dice Paolo Gastignani - nel 2021 non c'era nessuno perché a causa del covid gli organizzatori erano andati altrove a tuffarsi nel ghiaccio e io mi sono tuffato qui da solo, tre anni fa mi sono portato dietro due amici. Io faccio il bagno in Adriatico, a Francavilla al Mare in provincia di Chieti da 33 anni ogni Capodanno».
«Esperienza fantastica - commenta felice Mauro Franzini - nonostante il tempo poco clemente alla partenza eravamo comunque in tanti. Sicuramente ci rivedremo l'anno prossimo e un grazie a tutta l'organizzazione».Dagli organizzatori, che dal 2009 rinnovano questa goliardica tradizione tutta ledrense, un simpatico omaggio ai tuffatori che hanno ricevuto un disegno realizzato da Michela Postal con il simbolo della merla, uno diverso dall'altro. E ovviamente i ringraziamenti alla Pro loco di Pieve, al Comune di Ledro, all'Apt «Garda Dolomiti» e a tutti quelli che hanno dato una mano per preparare il tuffo e riscaldare gli animi con the, brodo e bevande calde una volta riemersi. Ci voleva...