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BOLZANO. La Procura ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini per omicidio colposo a carico della mamma e della zia del bambino di quattro anni morto il 22 dicembre 2025, una settimana dopo l’annegamento nella piscina comunale di Curon, in Alto Adige. Le due donne restano indagate nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia.
Inizialmente nel fascicolo erano stati iscritti anche il bagnino e la responsabile della struttura, di proprietà del Comune. Per entrambi è stata chiesta l’archiviazione. La richiesta riguarda dunque le altre due persone inizialmente coinvolte negli accertamenti sulla morte del piccolo.
Federico Fava, avvocato della madre e della zia, parla di «una vicenda tragica che deve rimanere privata e riservata». Il legale ha chiesto alla pubblico ministero titolare del fascicolo, Sara Rielli, «l’interrogatorio delle indagate, o comunque la possibilità di depositare una memoria difensiva per chiarire la loro posizione».
La difesa si riserva di chiedere, con la memoria, l’archiviazione del procedimento anche per le due donne. Il deposito dell’avviso segna la conclusione delle indagini; la richiesta dell’avvocato punta ora a consentire alle assistite di fornire la propria ricostruzione prima delle successive decisioni della Procura.


