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BOLZANO. Nuova condanna per René Benko. Il fondatore dell’impero immobiliare Signa dovrà scontare 30 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta: lo ha stabilito oggi, 22 settembre, il Tribunale di Innsbruck. La nuova sentenza porta a due anni e mezzo la pena complessiva, sei mesi in più rispetto a quella pronunciata nell’ottobre 2025. Il verdetto odierno non è definitivo.
Il procedimento ruota attorno a due operazioni per complessivi 660 mila euro. La prima riguarda i 300 mila euro trasferiti alla madre dell’imprenditore: su questo episodio la condanna era già stata confermata dalla Corte Suprema austriaca. Il secondo capitolo riguarda invece circa 360 mila euro anticipati per l’affitto di una villa nel quartiere Hungerburg di Innsbruck.
Proprio quest’ultimo episodio era tornato davanti ai giudici di Innsbruck dopo l'intervento della Corte Suprema. Nel processo del 2025 Benko era stato assolto su questo punto, ma il proscioglimento era stato successivamente annullato, rendendo necessario un nuovo giudizio e una nuova determinazione della pena complessiva.
Il nuovo pronunciamento rappresenta un altro passaggio nelle vicende giudiziarie legate al fondatore di Signa, il gruppo immobiliare precipitato in una profonda crisi finanziaria. Benko si trova in custodia cautelare dal gennaio 2025 e in Austria sono ancora aperti altri procedimenti che lo riguardano.


