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BOLZANO. Potrebbe esserci la mano del gruppo di hacker filorusso Everest dietro l’attacco informatico che ha colpito Bbt Se, la società responsabile della progettazione e della costruzione della Galleria di Base del Brennero. Una pista investigativa che porta nell’ambiente della criminalità informatica di lingua russa, specializzata nel furto di informazioni riservate e nelle estorsioni ai danni di aziende e organizzazioni.
A riferire dei sospetti è il quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung. Il gruppo Everest avrebbe inserito il Tunnel del Brennero nella propria piattaforma sul dark web, classificandolo come obiettivo austriaco. Il metodo utilizzato da questa organizzazione criminale prevede generalmente la sottrazione di dati sensibili, seguita dalla minaccia di renderli pubblici qualora le vittime non accettino di pagare un riscatto.
L’attacco risale al 17 ottobre 2026, come confermato dalla stessa Bbt Se. Gli hacker sarebbero riusciti ad accedere attraverso internet a informazioni aziendali non disponibili al pubblico. Restano tuttavia da accertare sia l’effettiva estensione della violazione informatica sia la quantità e la natura dei documenti eventualmente sottratti.
La società mantiene il massimo riserbo sulla vicenda e non ha fornito indicazioni sull’eventuale richiesta di un riscatto o sull’esistenza di trattative con i responsabili dell’incursione. Le autorità competenti sono state avvisate tempestivamente e le indagini sono affidate alla Polizia Postale di Bolzano, impegnata a ricostruire le modalità dell’attacco e a identificarne gli autori.
Da Bbt Se arriva comunque una rassicurazione sul fronte della sicurezza del cantiere. Secondo quanto comunicato dalla società, l’incidente informatico non ha provocato conseguenze sulle attività di costruzione della Galleria di Base del Brennero e non rappresenta un rischio per la prosecuzione dei lavori.


