SALORNO. Da lunedì prossimo una volta a settimana il Lido di Salorno – dalle 18.30 alle 19.30, quindi subito dopo l’orario di chiusura – sarà riservato all’associazione Armonia e alle donne islamiche della zona, che potranno indossare tranquillamente il burkini. Il tradizionale costume integrale copre l’intero corpo a eccezione del viso, di mani e piedi ed è solitamente composto da tre pezzi: pantaloni, una tunica a maniche lunghe e un cappuccio integrato che avvolge la testa come un hijab. 

L'iniziativa ha scatenato diverse reazioni. "Quella che viene presentata come un'iniziativa di inclusione rappresenta, a nostro avviso, l'esatto contrario. Separare uomini e donne negli spazi pubblici non significa integrare, ma introdurre una logica di divisione che pensavamo appartenesse al passato", scrive in una nota la Lega Alto Adige.

Dello stesso avviso i Freiheitlichen che in un comunicato scrivono: "Iniziative del genere spalancano le porte a una concezione della donna che porta all'oppressione e che considera le donne fondamentalmente solo come oggetti sessuali".

A rimarcare invece il valore del progetto è don Paolo Renner, teologo e direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bolzano: "Un'antica virtù dell'Illuminismo si chiamava tolleranza, ma tollerare vuol dire sopportare il fatto che esistano anche persone diverse da noi, invece l'idea cristiana ci parla di rispetto, e rispetto vuol dire rispettare le esigenze dell'altro su questioni dove si può avere una certa elasticità", spiega il teologo.

"Per quanto riguarda l'iniziativa del lido, ritengo che sia un momento importante di socializzazione, quindi ben venga che le donne musulmane possano avere uno spazio loro riservato dopo la chiusura dell'impianto, soprattutto in una comunità come quella di Salorno che è molto multietnica e dove la convivenza funziona, sarebbe brutto che qualcuno dal di fuori predicasse rovinando il clima positivo che caratterizza questa comunità", conclude il religioso.