TRENTO. La presidente dell’Associazione Agriturismo Trentini, Nicoletta Andreis, ha aperto l’assemblea dei soci del 24 novembre tracciando un quadro dettagliato dello stato del settore e del lavoro svolto dall’associazione, oggi ospitata nella nuova sede messa a disposizione da Confcommercio, collaborazione che la presidente ha definito “scelta efficace e apprezzata dai soci”.

Andreis ha ricordato che l’associazione, forte di circa 300 iscritti, continua a crescere nonostante il recente adeguamento delle quote. Il bilancio, dopo anni difficili, mostra ora una situazione positiva che potrebbe aprire spazio a nuovi progetti. Un risultato, ha sottolineato, ottenuto grazie all’impegno dello staff composto da Sabrina e Alessandro, ringraziati per la professionalità e la competenza con cui seguono le attività quotidiane.

La presidente ha evidenziato il valore del piano formativo realizzato grazie a un bando provinciale, insieme alla presenza dell’associazione in diversi contesti: la BITM, la collaborazione con Fondazione Mach, le iniziative legate al Festival Trentodoc e la partecipazione al Tavolo dell’Economia Solidale con Andrea Delmonego.

Nel suo intervento Andreis ha messo in luce la distanza tra il difficile momento del settore agricolo — alle prese con costi crescenti, mercati complessi e difficoltà soprattutto nel comparto zootecnico — e l’andamento più positivo del settore agrituristico, sempre più apprezzato dagli ospiti e divenuto in molti casi elemento centrale del reddito aziendale.

L’agriturismo, ha spiegato, “è ormai parte integrante della proposta turistica trentina”, anche grazie all’immagine rurale utilizzata nella comunicazione territoriale. Per questo Andreis ha posto all’attenzione dell’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli alcune richieste operative. Tra queste, la necessità di uno strumento più flessibile per dichiarare le giornate di apertura e chiusura — una sorta di applicativo snello che consenta modifiche durante l’anno senza dover riconfigurare l’intero piano annuale — e la possibilità di un nuovo bando di riqualificazione agrituristica simile a quello del 2021.

Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato al tema della qualità e del rispetto delle regole. Andreis ha ricordato che gli agriturismi accolgono ogni anno circa 170.000 turisti, generando oltre 500.000 presenze, ma non tutte le strutture rispecchiano davvero la filosofia del settore. Sono stati citati casi di attività operative senza Scia, aziende con scarsa conoscenza delle norme e strutture che offrono colazioni con prodotti non locali o industriali. “Ci sono realtà che non meritano la definizione di agriturismo”, ha detto, sottolineando come il rispetto delle percentuali, dei prodotti trentini e del rapporto tra attività agricola e agrituristica sia essenziale per tutelare l’identità del comparto.

La presidente ha segnalato anche i rischi di speculazioni, in particolare nell’Alto Garda, dove l’aumento delle richieste solleva interrogativi sulla reale vocazione agricola di alcune proposte. Da qui l’idea di introdurre criteri più stringenti per gli agriturismi con sole camere o appartamenti, come requisiti minimi di multifunzionalità agricola o percentuali specifiche anche per la colazione.

In chiusura Andreis ha rivolto un appello alle istituzioni e alle associazioni di categoria: lavorare insieme per affrontare le criticità del settore agricolo e sostenere gli agriturismi con strumenti efficaci e condivisi. Ha citato, come esempio emblematico, il tema della lavorazione dei formaggi a latte crudo, chiedendo una soluzione equilibrata che tuteli sia la salute dei consumatori sia il patrimonio culturale e paesaggistico legato alla produzione casearia alpina.

L’invito finale è stato alla collaborazione: “Solo attraverso un confronto aperto possiamo trovare soluzioni che aiutino le aziende a operare nelle migliori condizioni possibili”.