Porfido, tensioni e razzismo Volantinaggio ad Albiano

Nella drammatica crisi che sta vivendo il settore porfido s'insinuano pericolosissime posizioni razziste, che rendono ancora più «colpevole» il silenzio «di quanti dovrebbero difendere senza ambiguità i lavoratori, ma anche delle stesse amministrazioni comunali che pur conoscendo questa difficile realtà fanno finta di non vedere, di non sapere e di non sentire». A denunciarlo è il Coordinamento Lavoro Porfido

RIBALTAMEN_1693467.jpgVAL DI CEMBRA - Nella drammatica crisi che sta vivendo il settore porfido s'insinuano pericolosissime posizioni razziste, che rendono ancora più «colpevole» il silenzio «di quanti dovrebbero difendere senza ambiguità i lavoratori, ma anche delle stesse amministrazioni comunali che pur conoscendo questa difficile realtà fanno finta di non vedere, di non sapere e di non sentire». A denunciarlo è il Coordinamento Lavoro Porfido, costitutosi in gennaio per smuovere quanti operano nel settore, Consorzio Imprese, Sindacati, Amministrazioni comunali, Asuc e Provincia «ad affrontare le criticità e creare un settore più moderno e razionale». 


«Nella zona cave di Pianacci di Lases, giovedì, in modo spontaneo alcuni lavoratori hanno incrociato le braccia per protestare contro il ritardo di mesi nel pagamento delle retribuzioni - denuncia una nota del Coordinamento - Una situazione, purtroppo, non isolata nel settore, dove molte, anzi troppe aziende, stanno approfittando della crisi per non rispettare i contratti e per ritardare, oltre ogni misura (4-8 mesi) il pagamento delle retribuzioni ai loro dipendenti. E molto spesso dietro il mancato pagamento delle retribuzioni o il ricorso alla cassa integrazione si nasconde il tentativo di costringere i lavoratori alle dimissioni o, peggio ancora, i lavoratori sono sottoposti a chiare intimidazioni».


Dopo l'incendio di due capannoni a Fornace, con la distruzione anche dei macchinari delle ditte, il Coordinamento era già in allarme, ma adesso - continua la nota - «la situazione ha subìto un salto di qualità pericoloso». Il riferimento è al volantino anonimo distribuito nella zona di Albiano che cerca di mettere la gente contro gli extracomunitari, accusati di portare via il lavoro ai trentini, ma dove si attaccano anche sindaco e vicesindaco, entrambi con interessi nelle cave, definiti «burattini».
Nel prendere le distanze il Coordinamento si schiera a fianco dei lavoratori, e annuncia che si farà parte attiva nelle mobilitazioni e nelle denunce che dipendenti e cittadini vorranno mettere in campo per difendere lavoro, dignità e diritti».

 

Al tempo stesso - ricorda  Vigilio Valentini  - sarà raddoppiato l'impegno per creare una nuova cultura della gestione aziendale contro la deriva delle piccole ditte». Dopo i primi incontri con Asuc e amministrazioni comunali, giovedì a Segonzano si è di nuovo parlato di contratto di solidarietà, di garanzie di lavoro per le ditte trentine negli appalti pubblici, di accompagnamento alla pensione, anche con il riconoscimento del lavoro in cava come lavoro usurante.

comments powered by Disqus