In una nota si nega l’eventualità di un «rischio di default dal primo ottobre», e si spiega che la società «si è limitata a informare i propri clienti dei significativi ed inevitabili aumenti dei costi»
Scoppiano i timori di una crisi delle valute di diversi Paesi emergenti (Turchia, Russia, Venezuela, ma soprattutto Argentina che rivede lo spettro default del 2002). Immediata ripartenza della speculazione sui titoli di Stato delle nazioni europee periodicamente sotto attacco (Grecia, Portogallo, Spagna e anche Italia). Wall Street debole dopo trimestrali non entusiasmanti e in attesa delle decisioni della Fed