La relazione approvata all’unanimità dalla Commissione parlamentare di indagine sul femminicidio evidenzia carenze nei dispositivi, ritardi nell’attivazione e problemi tecnici che riducono l’efficacia dei controlli. Segnalate anche lacune organizzative e procedurali a livello nazionale e il rischio di uso inadeguato nei casi più gravi. Indicate sedici azioni concrete tra formazione, tecnologie e coordinamento per rafforzare la protezione delle vittime