Accordo con l’ente internazionale, evita così uno stop più pesante (di almeno un anno): non si è dopato volontariamente, ma è stato «negligente» con lo staff
La Wada, pur riconoscendo la buona fede dell'atleta, insiste sulla richiesta di una sospensione tra uno e due anni per negligenza nella supervisione del suo staff medico. Una decisione che potrebbe ridisegnare il futuro prossimo del tennis mondiale
Parla il il direttore generale, Olivier Niggli: «Non contestiamo il fatto che possa essersi trattata di contaminazione ma riteniamo che l'applicazione delle norme non corrisponda alla giurisprudenza»
Parla l’avvocato Di Cintio, esperto legale dello sport: ci sono precedenti favorevoli, come il caso Palomino, ma anche negativi come due sciatrici norvegesi
Dopo le due positività al clostebol il tennista azzurro assolto dall’ITIA (International Tennis Integrity Agency). Ma ora si va a un nuovo verdetto non appellabile
Il numero uno del mondo: «Non ho nulla da nascondere, e come fatto quest’estate, collaborerò pienamente per dimostrare la mia innocenza ancora una volta»
L’organismo internazionale antidoping ha tempo fino al 6 settembre per eventualmente appellare l’assoluzione. E la Fderazione tennis italiana ribadisce la «piena fiducia»
Itia (International tennis Integrity Agency) «ha accettato la spiegazione del giocatore, dopo una lunga serie di interviste con lui e con il suo team». Ma Wada e agenzia italiana potrebbero appellarsi
Gli avvocati dell'atleta dopo le ulteriori indagini condotte dal'organismo internazionale: "Insistere con perizie su urine fantomatiche tradisce solo il disperato tentativo di giustificare un procedimento ingiustificabile, gravemente viziato dall'inizio"