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TRENTO. Due vittorie in maglia azzurra al Saarland Trofeo in Germania, sei successi in totale nei primi tre mesi scarsi della stagione, la prima tra gli juniores. Alessio Magagnotti sta bruciando le tappe e non è un caso che sulle sue tracce si siano già lanciate più d’una squadra World Tour.
In un ciclismo sempre più alla ricerca del baby fenomeno, il diciassettenne di Avio fa gola a molti. E non potrebbe essere altrimenti. L’atleta cresciuto nel vivaio della Forti e Veloci si è presentato ai nastri di partenza dell’annata 2024 forte dei 17 successi conseguiti nel 2023 tra gli Allievi, con tanto di titolo tricolore della cronometro e il trionfo alla Coppa d’Oro di Borgo Valsugana, la classicissima per eccellenza del ciclismo giovanile.
Magagnotti ha sempre avuto un feeling particolare con la vittoria, ma ben difficilmente lo si è visto esaltarsi per i successi a raffica conquistati nelle categorie under 14 e under 16. Alessio ha le idee chiare e le vittorie a cui punta sono ben altre. Quelle arrivate nello scorso weekend nella gara a tappe di Coppa delle Nazioni juniores in Germania, sulle strade della regione del Saarland, non hanno fatto altro che certificare le qualità del ragazzone ora tesserato per la veneta Autozai Contri.
«Ero alla mia terza esperienza con la nazionale in questa stagione - racconta Magagnotti -. Le prime due non erano andate secondo le mie aspettative. Quando mi hanno comunicato che ero convocato per il Saarland Trofeo, volevo quasi rinunciare. Ero reduce dall’influenza e a Palù di Giovo, la domenica precedente, non mi ero sentito bene. Avevo paura di andare in Germania a fare numero».
I numeri, invece, Magagnotti li ha fatti in terra tedesca. «Nella prima tappa mi sentivo fiacco, volevo quasi ritirarmi. Poi mi sono sbloccato ed è stata una sorpresa anche per me. È stato ancora più bello vincere così».
Due successi maturati in volata, ma tutt’altro che banali, al termine di due tappe combattute dal primo all’ultimo chilometro. «All’estero si corre così. Si parte forte e si arriva forte. Non c’è l’attendismo che spesso caratterizza le nostre corse in Italia. Le due vittorie me le sono dovute costruire, prima stringendo i denti, poi cercando di trovare la posizione per lo sprint finale. Questa è forse la cosa più difficile: all’inizio mi sentivo negato, ma ora sto imparando».
Magagnotti è sembrato spingere un rapporto “impossibile” per tutti gli altri. «In volata ho usato il 54x11. Sicuramente spingo più degli altri e questo è il frutto del lavoro svolto nel corso della preparazione invernale. Sto migliorando molto anche sugli sforzi di maggiore durata e credo che anche gli allenamenti in pista mi abbiano aiutato molto».
Ha già vinto sei corse, al primo anno da junior. Un bottino mica male.
«Non mi posso lamentare, anche se l’inizio di stagione non è andato come volevo. Sono rimasto un po’ deluso dalle prime corse. Ero abituato a vincere e mi sono trovato in difficoltà. Non perché non accetti di perdere, ma perché ho aspettative alte nei miei confronti, vorrei sempre essere al top».
L’impressione che si ha dall’esterno è che, una volta finita la gara, non le piacciano troppo le celebrazioni. Sembra che, appena sceso di sella, lei stia già pensando alla corsa seguente. «È così. Le vittorie sono stupende, ma quella dopo è sempre la più bella. Non si è mai arrivati e so che ogni giorno ho qualcosa da imparare, quindi cerco di guardare sempre avanti».
Il ragazzo di Avio ha le idee chiare. Non si sente arrivato, e ci mancherebbe, ma vuole arrivare. Dove? «Intanto voglio arrivare pronto alla cronometro del campionato regionale veneto che mi attende sabato, perché quest’anno mi piacerebbe riuscire a confermare il titolo tricolore conquistato lo scorso anno tra gli Allievi. Il professionismo? È il mio obiettivo, mi alleno e pedalo per arrivare a quello, ma so che quel traguardo si può raggiungere solo attraverso il lavoro quotidiano».
Alessio è un corazziere di 182 centimetri d’altezza, per un peso attorno ai 70 chili. Che corridore pensa di poter diventare? «Ho vinto spesso in volata, ma non mi vedo velocista puro. Piuttosto un passista veloce, che può vincere anche allo sprint, ma in corse dure. Sto cercando di migliorare anche il rendimento nelle cronometro e in salita. Spero di poter diventare un buon corridore da corse di un giorno».
Un corridore da classiche, che all’Italia servirebbe come il pane. A proposito di Italia, nel 2024 per Magagnotti ci sarà ancora anche tanto azzurro. «Dovrei partecipare agli Europei e ai Mondiali di ciclismo su pista, in Germania e in Cina (sarà schierato nelle gare dell’inseguimento individuale e a squadre, ndr), poi forse agli Europei su strada, ma è ancora troppo presto per pensarci».
Alessio è stato parecchio impegnato con il ciclismo nell’ultimo periodo. Come ha gestito gli impegni scolastici? «L’ultimo mese è stato tosto – replica Magagnotti, che studia informatica a Rovereto -. A scuola, di fatto, non c’ero mai e in una settimana ho dovuto recuperare parecchie verifiche. Me la sono cavata comunque bene».
Terminato l’anno scolastico, Alessio potrà pensare solamente a spingere forte sui pedali. Lui darà tutto, come sempre, ma non gli si chieda troppo. La diciassettenne promessa trentina delle due ruote continuerà a coltivare il proprio sogno. Se assieme a lui, lo faranno anche coloro che dovranno gestirlo, nel rispetto dell’età e della maturazione del giovane atleta, quel sogno non potrà che essere coronato.


