MOENA–CAVALESE. La neve cade fitta fin dall’alba e trasforma la 53ª Marcialonga di Fiemme e Fassa in una classica epica. Puntuale alle 8 la partenza da Moena, il serpentone avanza compatto verso Canazei su un tracciato reso lento e selettivo dalle precipitazioni. Davanti a tutti resistono i migliori del circuito Ski Classics, ma la gara prende forma senza strappi: strategia, attesa e un solo appuntamento decisivo, la salita finale verso Cavalese.


È sul Mur de la Stria, pendenze fino al 20%, che si decide tutto. Nella prova maschile Kasper Stadaas trova la zampata giusta allo sprint e conquista il primo successo in carriera alla Marcialonga, dopo anni di piazzamenti. Alle sue spalle è fotofinish: Amund Riege precede per centimetri Alvar Myhlback. «È la gara più importante per me, atmosfera incredibile», dice Stadaas all’arrivo, liberando l’urlo atteso da tempo.


La gara femminile segue un copione simile fino agli ultimi chilometri, poi cambia passo. Emilie Fleten accelera a due chilometri dal traguardo e spezza l’equilibrio, chiudendo in solitaria e firmando la terza vittoria consecutiva. Dietro di lei Silje Øyre Slind e Jenny Larsson completano il podio, mentre la leader di classifica resta ai piedi dei primi tre posti.


Folla da stadio lungo il percorso, arrivi celebrati a Cavalese e una macchina organizzativa che regge l’urto della neve grazie a oltre 1.500 volontari. Tra i momenti simbolo, il traguardo del norvegese Tord Asle Gjerdalen alla 100ª gara in carriera. La festa continua anche con la Marcialonga Light a Predazzo, poi lo sguardo va avanti: appuntamento alla Marcialonga Cycling Craft del 31 maggio.