TRENTO. Fenalt, sindacato di maggioranza nelle case di riposo trentine, proclama lo stato di agitazione del personale delle apsp e annuncia una mobilitazione ad oltranza se non verranno garantite condizioni di lavoro e tutele equiparabili a quelle degli altri comparti del pubblico impiego. Al centro della protesta la gestione della contrattazione per il rinnovo dell’accordo di settore e una serie di vertenze rimaste senza risposte concrete negli ultimi anni.

La prima iniziativa è in programma mercoledì 4 febbraio, alle 10.30, con un sit-in a Trento, nel piazzale di upipa in via Scipio Sighele. La delegazione sarà guidata da Roberto Moser, vice segretario generale del sindacato, e da Marco Stefani, referente apsp. «La misura è colma – afferma Moser – siamo pronti a scendere in piazza per tutelare i lavoratori e il valore del servizio che rendono alla comunità».

Tra le principali criticità segnalate c’è l’assenza del diritto alla mensa o al buono pasto per gran parte del personale: solo il 30% riesce a usufruire del pasto, mentre il restante 70% affronta turni di otto ore senza mangiare. Fenalt chiede inoltre l’esonero volontario dai turni notturni per chi ha superato i 55 anni, la revisione dei carichi di lavoro per motivi di sicurezza e il passaggio dal contratto delle Autonomie locali a quello della Sanità, con un nuovo inquadramento degli operatori socio-sanitari.

Durante la manifestazione saranno offerti panini e bevande ai passanti come gesto simbolico per richiamare l’attenzione sul tema dei buoni pasto. Il sindacato solleva infine interrogativi sul ruolo di upipa nella contrattazione: «Se non ha il potere di far rispettare gli accordi – conclude Moser – chiediamo che ai tavoli siedano soggetti autorizzati a decidere».