PHOTO
TRENTO. Curarsi in Trentino costa sempre di più. Nel 2024 la spesa sanitaria pagata direttamente dai cittadini ha raggiunto i 900 euro pro capite, contro gli 844 euro dell'anno precedente e una media nazionale di 787 euro. A evidenziarlo è il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella, commentando i dati del nono rapporto Gimbe e denunciando una progressiva privatizzazione della sanità trentina.
Secondo Zanella, l'aumento della spesa privata è legato soprattutto alle difficoltà di accesso alle prestazioni pubbliche. «Non basta attribuirlo alla maggiore capacità di spesa del territorio», osserva il consigliere, ricordando l'erosione del potere d'acquisto e il peggioramento delle liste d'attesa. Il riferimento è anche all'ultimo posto nazionale del Trentino nel rispetto dei tempi di attesa nel primo semestre 2026, dato richiamato nell'intervento politico.
Un altro elemento critico riguarda la mobilità sanitaria attiva, determinata per il 58,3% dalle strutture private convenzionate. Per Zanella, il sistema delle convenzioni rischia di sottrarre prestazioni ai residenti, soprattutto nella riabilitazione, a vantaggio dei pazienti provenienti da fuori provincia. Il consigliere denuncia una programmazione insufficiente e la mancanza di verifiche sull'effettiva risposta ai bisogni della popolazione trentina.
Il quadro, conclude Zanella, è aggravato dall'aumento delle dimissioni di medici e infermieri dal servizio pubblico. «Per salvare il servizio sanitario provinciale serve investire urgentemente in pensiero e risorse», afferma, chiedendo interventi per trattenere e attrarre personale e un rafforzamento delle capacità politiche e manageriali di assessorato e Azienda sanitaria, giudicate attualmente inadeguate alla difesa della sanità pubblica.





