TRENTO. Screening mammografico ancora concentrato su Trento e Rovereto, il Pd non ci sta. Al centro della contestazione c’è la risposta fornita da Piazza Dante il 12 marzo 2026, con cui l’Azienda sanitaria ha confermato l’attuale modello organizzativo. Una scelta che, secondo la consigliera Francesca Parolari, non tiene conto dei cambiamenti tecnologici, dell’evoluzione della sanità territoriale e delle difficoltà concrete per chi vive lontano dai due poli. Nel mirino finisce soprattutto l’assenza di dati dettagliati.

Parolari ha depositato una nuova interrogazione chiedendo numeri analitici sugli ultimi dieci anni, con particolare attenzione ai tassi di adesione e agli indicatori di esito suddivisi per singola Comunità di Valle. “Chiediamo trasparenza”, afferma la consigliera, secondo cui il sospetto è che l’accentramento abbia finito per ridurre la partecipazione proprio nelle aree più periferiche, dove raggiungere i centri di screening può trasformarsi in un ostacolo pesante.


La questione riguarda soprattutto le donne che vivono in Val di Fiemme, Val di Fassa, Primiero, Val di Non e Val di Sole. Per loro, sottoporsi a una mammografia a Trento o Rovereto può significare perdere gran parte della giornata tra spostamenti, attese e prestazione. “È inaccettabile che la prevenzione dipenda dal codice di avviamento postale”, attacca Parolari, che parla di un sistema capace di creare differenze tra cittadine della stessa provincia, penalizzando in particolare chi abita in montagna.


L’interrogazione chiama in causa anche le Case della Comunità di Malé, Cles, San Giovanni di Fassa, Predazzo, Borgo Valsugana e Primiero, indicate come un’occasione mancata per avvicinare i servizi sanitari ai territori.

Tra i quesiti posti alla Giunta ci sono l’andamento dell’adesione prima e dopo la centralizzazione, il numero di donne che hanno usato il trasporto programmato verso Trento e Rovereto, l’efficacia reale della tecnologia Dbt e i costi indiretti legati a permessi di lavoro e viaggi. “La prevenzione salva vite solo se è accessibile”, conclude Parolari.