ROMA. Un green pass rafforzato, solo per i vaccinati e per le attività ricreative nelle regioni che cambieranno colore.

In modo che le restrizioni previste - ancora tenui in giallo, ma pesanti già in arancione - non gravino su chi ha fatto l'iniezione.

Tutto come prima, invece, per il mondo del lavoro, con il certificato verde rilasciato a vaccinati, guariti e chi ha un tampone negativo. 

È la proposta cui cercano di aggregare consenso i governatori che oggi, 18 novembre, si vedranno e porteranno la loro posizione all'attenzione del governo alla Conferenza Stato-Regioni convocata dal ministro Mariastella Gelmini.

Quest'ultima apre: "se la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi - dice interpellata - credo che dovremmo tenere in seria considerazione le istanze delle Regioni".

Intanto, il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri ipotizza in caso di aggravamento della situazione lockdown per i non vaccinati in zona arancione.

"Lockdown per non vaccinati? Non è la strategia da attuare con i numeri odierni, può essere valutata  - ha detto a Radio Cusano Campus - in caso di passaggio in zona arancione. C'è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma questa non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati. Va tenuta sul tavolo, come tante altre opzioni, ma la situazione, è sotto controllo".

Il super green pass, con l'esclusione dalle restrizioni dei cittadini vaccinati, viene proposto da presidenti di Regione come il ligure Toti e il friulano Fedriga, ma anche dall'altoatesino Kompatscher: vorrebbero un sistema di accessi alle attivita ricreative basato solo su vaccinaizoni o attestato di guarigione recente, escludendo dunque i test covid.

Su questo punto sono d'accordo anche altre Regioni, mentre dalla giunta provinciale trentina arriva una posizione di maggiore cautela: il presidente Fugatti non si è schierato per il super green pass. Per ora.