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TRENTO. Non solo sui banconi del pesce fresco dei supermercati. Presto le trote trentine finiranno anche in farmacia. Nel senso che, sotto forma di pillole, gli scarti delle trote trentine diventeranno integratori di Omega 3. Quelli che mantengono sani e giovani, per intendersi. Al progetto, che viene da lontano - le prime ricerche sono iniziate 10 anni fa - il Pnrr ha dato nuovo impulso e nuovi fondi. E adesso si entrerà in fase operativa: «A dicembre abbiamo ordinato le macchine, ci aspettiamo che arrivino tra qualche mese - spiega il presidente del consorzio Astro Diego Coller - a settembre, massimo ottobre, crediamo di entrare in produzione».
È questa una delle novità in cantiere per il mondo della troticoltura trentina, una galassia fatta da una quarantina di associati tra cooperativa e consorzio di tutela e 15 conferitori, che da sola vale ( con i suoi 40 mila quintali di trote) il 20% della produzione nazionale. E che tra difficoltà contingenti - scarseggiano le trote dall'inizio di gennaio (vedi pezzo a lato) - e prospettive di novità - sia sul fronte commerciale che di nuovi prodotti, come il carpione del Garda - si appresta a iniziare un 2025 di soddisfazione, dopo un 2024 in crescita.
Ricerca e Omega 3
Per capire, un passo indietro. Da dieci anni circa Astro è coinvolto in un percorso di ricerca, finalizzato all'estrazione di farine per pet food ma anche per barrette salutistiche e, appunto, olio ricco di Omega 3.
Si tratta di un progetto di filiera che, spiega Coller, cuba in tutto 11 milioni di euro, e vede coinvolti diversi attori: «Ci sono naturalmente i nostri troticoltori, ma anche l'Università di Bologna che fa una ricerca sullo spreco alimentare, con l'obiettivo di non usare più mangime del necessario, attraverso telecamerine che monitorano l'acqua ma anche formazione nelle aziende, e poi c'è Fem, che segue il discorso ambientale. Ecco, di questo progetto, abbiamo destinato 2 milioni in ricerca e 1,5 milioni nel progetto di produzione di Omega 3».
Come detto, si è già nella fase di produzione. Per fare spazio è stato acquistato un pezzo di stabilimento vicino all'attuale sede, che sarà destinato all'installazione delle nuove macchine e alla nuova produzione.
Da qui all'autunno, quando si prevede di iniziare la produzione, sarà inoltre necessario pensare al personale: «Sì, per il momento si tratta di poche unità e certamente un tecnico di laboratorio. Poi vediamo se procede bene la produzione, aumenteremo - spiega ancora Coller - l'accordo con l'industria farmaceutica è per realizzare 300 mila capsule, che per altro sarebbero le prime realizzate con materia prima italiana. Quelle ora in commercio vengono tutte dall'estero. Noi calcoliamo inoltre di produrre anche bottigliette di prodotto, da vendere direttamente».
Il carpione del Garda
Quella delle capsule di Omega 3 non è l'unica novità che coinvolge il consorzio Astro. Grazie alla ricerca con Fem, ora si è in grado di commercializzare il carpione del Garda, un nuovo prodotto, un pesce endemico del lago di Garda. «Siamo arrivati ad una discreta produzione - spiega ancora Coller - sarà un prodotto di livello, al momento siamo in grado di fornire solo la ristorazione».
Nuovi clienti
«Pur tra qualche difficoltà siamo in una fase di ottimismo - evidenzia Coller - Intanto è a buon punto la trattativa con alcuni nuovi clienti importanti. Abbiamo chiuso con un cliente svizzero e stiamo chiudendo con Conaad Nordovest, oltre a essere impegnati in verifiche con Coop, per ampliare la rete di punti vendita a cui dare il nostro prodotto».


