TRENTO. Può costare caro ai trentini celiaci che hanno diritto al contributo per l'acquisto di prodotti senza glutine non conservare le copie degli scontrini e delle fatture per un anno come previsto dalle regole imposte dalla Provincia. «Durante un controllo - rende noto il consigliere Filippo Degasperi in una interrogazione - un ammalato non è stato in grado di fornire la documentazione richiesta relativamente ad un trimestre, mentre è risultato in possesso di tutti gli scontrini e le fatture precedenti».

Conseguenza? «L'Apss ha chiesto la restituzione del contributo relativo al periodo oggetto dell'accertamento e il paziente, convenendo, ha provveduto al bonifico compensativo. Non solo, "l'Azienda sanitaria ha emesso un provvedimento punitivo, togliendo per un anno il riconoscimento del contributo previsto dalle norme nazionali costringendolo pure a ripresentare domanda di accesso una volta trascorsi i 12 mesi, così addirittura adombrando la negazione della malattia universalmente riconosciuta come cronica".

Nella sua interrogazione all'assessore Mario Tonina, Filippo Degasperi chiede se forse la punizione erogata non sia eccessiva. Nella risposta l'assessore fornisce una possibile futura novità alla luce del fatto che - scrive lo stesso Tonina - una buona parte dei soggetti controllati (talvolta più della metà) non riesce a dimostrare di avere sostenuto una spesa per l'acquisto dei prodotti ammessi pari al contributo percepito; spesso una delle giustificazioni addotte è la mancata conservazione della documentazione di spesa.

«Anche alla luce di alcune criticità emerse, con particolare riferimento alla conservazione della documentazione di spesa, è attualmente oggetto di valutazione l'attivazione, in sostituzione dell'attuale sistema di erogazione trimestrale, di un sistema digitale (quale ad es. tessera a scalare) integrato con il Fascicolo Sanitario Elettronico per la spendibilità del beneficio presso canali convenzionati (grande distribuzione, farmacie, negozi convenzionati), analogamente a quanto avviene in altre regioni».

Quanto ai presunti aspetti di vessatorietà ipotizzati da Degasperi, nella risposta all'interrogazione Tonina fa presente che il cittadino riceve un'adeguata informativa all'atto della sottoscrizione della domanda di contributo rispetto al principio di auto responsabilizzazione, alla finalità del contributo percepito, ai prodotti effettivamente acquistabili a giustificazione del denaro percepito, all'esigenza di trattenere la documentazione di spesa in funzione dei controlli che l'Apss può mettere in atto».

I contributi erogati trimestralmente vanno da 168 euro per i bambini fino a 5 anni, per poi salire fino ad un massimo di 372 per i maschi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. La prevalenza della celiachia in Italia è stimata all'1% della popolazione. In trentino al 31 dicembre 2023 erano registrate 2.643 persone diagnosticate con celiachia e seguite dal Servizio Sanitario provinciale. 

Questo dato, seppur in crescita, rappresenta una frazione dei casi totali, considerando che i celiaci diagnosticati sono circa la metà del numero stimato. Per far fronte alle esigenze di questa fetta di popolazione l'Aic (associazione italiana celiachia) del Trentino ha avviato una collaborazione con gli istituti alberghieri. Esperti, pagati dall'associazione, forniranno ai cuochi di domani tutte le informazioni su come preparare un senza glutine buono e sicuro.