Covid / Il caso

Usa, si allungano i tempi per le verifiche sul vaccino Johnson & Johnson: l'Ema dovrebbe decidere prima

Rinvio di una decina di giorni per completare l'analisi sui rari casi di trombosi atipica. In Italia si ipotizza un via libera con raccomandazione d'uso su persone over 60 anni, come per AstraZeneca

ROMA. Si allungano i tempi per arrivare a una decisione su eventuali precauzioni nell'uso anche del vaccino Johnson & Johnson, le cui prime consegne sono avvenute questa settimana anche in Italia.

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l'agenzia sanitaria americana, ritengono necessario avere ulteriori dati e hanno così rinviato la decisione sulla ripresa delle vaccinazioni con il Johnson & Johnson, dopo lo stop cautelativo delle autorità regolatorie Usa in seguito ai rari casi di trombosi, analoghi a quelli verificatisi su persone che avevano utilizzato in Europa il farmaco di AstraZeneca.

I Cdc si riuniranno di nuovo nel giro di 7-10 giorni.

In Spagna la ministra della Sanità, Carolina Darias, ha confermato intanto ieri sera, mercoledì, in conferenza stampa che il primo carico di dosi del vaccino anti-Covid della J&J è già arrivato nel Paese.

"Nel caso che la valutazione dell'Ema sia positiva, noi siamo pronti a distribuirlo", ha detto.

Anche in Italia le prime dosi del vaccino sono nei magazzini pronte per essere distribuite, non appena arriverà il via libera.

Ieri fonti dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) hanno ipotizzato che anche per il vaccino Johnson & Johnson possa arrivare una raccomandazione simile a quella diramata per AstraZeneca, cioè per l'uso preferenziale su persone over 60 anni.

I rari casi di trombosi atipa, infatti, hanno riguardato soggetti più giovani.

Anche in Germania e in Spagna AstraZeneca è destinato a over 60, in Francia a over 55.

Un nuovo pronunciamento dell'Agenzia europea per i medicinali su Johnson & Johnson dovrebeb arrivare prima di quello delle autorità sanitarie americane.
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