ROMA - "Per troppo tempo l'Europa ha raccontato la transizione ecologica agli agricoltori come un elenco di divieti, obblighi e costi aggiuntivi. L'agricoltura rigenerativa e il carbon farming possono invece permetterci di ribaltare questa logica". Così Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, intervenendo alla Camera dei deputati all'evento 'Agricoltura rigenerativa e carbon farming: dal quadro europeo alla policy italiana'. Rigenerare significa produrre meglio, migliorando la capacità produttiva del suolo attraverso ricerca, innovazione digitale, tecnologia e conoscenza. "La sfida non è aggiungere una nuova certificazione alle tante che già gravano sulle imprese, ma trasformare la rigenerazione in una componente del valore e del reddito agricolo. Dobbiamo passare da un sistema che remunera l'agricoltore per fare meno a uno che gli riconosce valore quando riesce a fare meglio", ha detto Scordamaglia. Per Filiera Italia è quindi prioritario garantire procedure di misurazione, rendicontazione e verifica (Measurement, Reporting and Verification - MRV) semplificate e proporzionate alle dimensioni delle imprese, insieme a incentivi all'aggregazione dei produttori. "Se vogliamo dare un futuro all'agricoltura rigenerativa, non servono claim vuoti: servono regole chiare, pratiche definite e risultati misurabili e verificabili. L'agricoltura rigenerativa è qualcosa di diverso e, per alcuni aspetti, va oltre l'agricoltura integrata perché mette insieme le migliori pratiche agronomiche con le tecnologie più avanzate: agricoltura di precisione, sensoristica, satelliti, monitoraggio digitale, biostimolanti, biocontrollo, nuove molecole e innovazione genetica" conclude l'amministratore delegato di Filiera Italia.
Scordamaglia, su agricoltura rigenerativa, servono regole chiare
12 ottobre 2026 • 17:47

