NAPOLI - Dalla penna al latte, dalla redazione ai pascoli del Cilento, con le capre nel destino di famiglia. È il percorso singolare di Annacarla Tredici, 40 anni, giornalista enogastronomica napoletana e fondatrice di Tenuta Principe Mazzacane a Omignano (Salerno). Dopo aver raccontato aziende, produttori e territori, visitato in Italia e all'estero diverse realtà, ha scelto, nel 2018, di diventare lei stessa dapprima allevatrice e poi produttrice. In Cilento ha avviato un'azienda dedicata alle capre, con uno studio sulla razza cilentana (Vis Capra) e alla trasformazione del loro latte. Una scelta imprenditoriale che intreccia ricerca, memoria familiare e attenzione all'ambiente. Per comprenderne le radici bisogna tornare alla Napoli del bisnonno Giosuè. Allevava capre e ne vendeva il latte in città, in una quotidianità oggi lontana. Nel racconto tramandato in famiglia, a interrompere quell'attività furono le restrizioni igieniche al transito e al pascolo degli animali nelle strade. Generazioni dopo, Annacarla ha ripreso quel filo, costruendovi un progetto contemporaneo. Le capre sono diventate così il punto d'incontro tra una storia privata e una nuova idea di agricoltura. L'esperienza giornalistica le aveva permesso di conoscere modelli produttivi e culture alimentari differenti. "Da quegli incontri - dice - è maturata la volontà di mettere in pratica una mia visione. Al centro, un animale del quale intendo valorizzare il ruolo agricolo e le potenzialità casearie. Un impegno rivolto anche alla continuità dell'allevamento caprino e dei saperi che custodisce". Con il progetto Vis Capra ha intrapreso uno studio sulle caratteristiche e sulle potenzialità del latte di capra. La ricerca ha accompagnato lo sviluppo dell'attività di trasformazione. Annacarla si è specializzata nella produzione di formaggi, yogurt e altre preparazioni a base di latte caprino. "Un'attenzione è riservata agli affinamenti, attraverso i quali si esplorano consistenze, profumi e possibilità espressive" mette in evidenza. Le lavorazioni della tradizione dialogano così con la sperimentazione. L'obiettivo è raccontare la versatilità di una materia prima che costituisce l'identità di Mazzacane anche con il marchio 'Gustophia, Dispensa Popolare'. "Fin dall'inizio l'azienda è stata condotta secondo il metodo biologico. A questa scelta si affianca l'idea di un sistema agricolo orientato alla rigenerazione. Una visione che vuole estendere l'impegno oltre il rispetto dei requisiti del biologico" spiega l'imprenditrice. Il pascolo assume un ruolo centrale. Per Annacarla riguarda il benessere degli animali, ma anche la relazione tra allevamento, suolo, vegetazione. La gestione dei pascoli diventa quindi parte di un progetto di cura dell'ambiente. Produzione e tutela del territorio sono pensate come elementi dello stesso lavoro. Lo sguardo della giornalista continua ad accompagnare quello dell'imprenditrice. Prima raccontava le scelte degli altri; oggi le traduce in un'esperienza agricola propria.
Da giornalista a imprenditrice agricola, storia di Annacarla e delle sue caprette sostenibilità
1 novembre 2026 • 14:12

