PHOTO
La prima guerra d’Indocina, frutto di un mondo ancora dentro il secondo conflitto mondiale dove un Paese come la Francia, uscito a pezzi da quella prova devastante, provava a tenere in piedi un impero fragile come il suo esercito. Pochi, oggi, hanno coscienza del male, del dolore, delle vite piegate e mai più ricostruite, dei morti e dei feriti di quelle battaglie nelle jungle indocinesi.
Probabilmente dice qualcosa ancora Dien Bien Phu, l’ultima battaglia della Legione. Perché c’era lei laggiù, a morire. E i legionari. In quell’armata perduta c’erano, ecco uno dei frutti della ricerca di Fregona tra memorie e testimonianze dei sopravvissuti, almeno 10mila italiani dal hanno combattuto nella Prima guerra di Indocina.
Ex fascisti, ex partigiani, ex di mille vite precedenti, in fuga da se stessi o dal mondo, oppure in cerca di avventure. Ne morirono mille tra le trincee e i campi di prigionia dei vietcong di Ho Chi Minh. Oppure migranti clandestini in Francia, arrestati e obbligati ad arruolarsi nella Legione straniera per mettere le cose a posto. Loro erano parte di quella generazione perduta, schiacciata da una guerra appena terminata e finita dentro un’altra. Tra il 1946 e il 1954 quando l’ultimo baluardo cadeva in terra vietnamita.


