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Alloggio di lusso al marito

la ex ministra Trenta rinuncia

«Ma ci hanno massacrati»

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 "Mio marito, che è il titolare dell'alloggio ,pur essendo tutto regolare e non essendoci nulla che ci debba far sentire in imbarazzo, per salvaguardare la serenità della famiglia, sta presentando istanza di rinuncia per l'alloggio, l'ha già fatto .Spero che questo atto di amore serva a tacitare la schifezza mediatica che è caduta su di me". Lo ha detto intervistata da Radio 24 l'ex ministra della Difesa, Elisabetta Trenta (5 Stelle).

"Lasceremo l'appartamento nel tempo che ci sarà dato per poter fare un trasloco e poter rimettere a posto la mia vita da un'altra parte", ha aggiunto Trenta a Radio24, che ha detto di pretendere "rispetto" per sè. "Sono una donna di Stato e ho fatto dell'etica la base della mia vita", ha affermato tra l'altro.

"Non sono stata trattata bene ma nei valori del M5S ci credo, non ho nessuna intenzione di lasciare il Movimento. Mi è dispiaciuto che prima di parlare e giudicare nessuno mi ha chiamata per chiedermi come stanno le cose. La mia faccia è pulita, non smetterò di fare politica e di essere del Movimento. Ma forse una pausa di riflessione me la prendo, non ho deciso nulla". Lo ha detto l'ex ministra della Difesa sulle critiche che le sono state rivolte da Luigi Di Maio e da altri esponenti del M5S per la vicenda della casa. "Credo che Di Maio, con cui ho parlato, abbia capito le mie ragioni- ha affermato tra l'altro- Io sono un militare e so che prima di comandare le persone ci si parla, so che un comandante difende i propri uomini".


 

DI COSA PARLIAMO: IL CASO - Elisabetta Trenta, ex ministro della Difesa nell'esecutivo gialloverde, vive ancora nell'alloggio "di servizio" che le era stato assegnato quando era al governo. Lo denuncia il "Corriere della Sera", in prima pagina, scatenando una bufera politica. Tutti, anche il suo partito, i Cinque Stelle, le chiedono di lasciare l'appartamento. Ma lei tiene il punto, spiegando che la casa è stata riassegnata al marito, militare, avendone pieno diritto, in osservanza di ogni regola. Ovviamente sono i partiti dell'opposizione di centrodestra i più duri ad attaccarla. Maurizio Gasparri trae spunto da questa vicenda per definire i pentastellati "moralisti 'un tanto al chilo' bugiardi ed ipocriti". Anche un'altra esponente azzurra, Licia Ronzulli , parla di "doppia morale grillina".

Secondo Luigi Di "sicuramente il marito avrà diritto a quell'alloggio. Ma è opportuno che in questo momento la ministra, dopo aver avuto tre mesi di tempo per lasciarlo, lasci quell'alloggio. Poi il marito farà la richiesta per ottenere l'alloggio come tutti gli ufficiali dell'Esercito seguendo la normale graduatoria. É la cosa più corretta da fare"

"Urlano 'onestà' ma pensano solo a occupare le poltrone e, a quanto pare, gli appartamenti di servizio". accusa la senatrice di Forza Italia. "I privilegi sono 'di casa' per i grillini", è il commento sarcastico di Fratelli d'Italia. Irritato anche il Pd: il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci chiede all'ex ministra di chiarire "velocemente" e annuncia una interrogazione urgente. Infine la presa di distanza che fa più rumore, quella del suo partito che, per voce di Stefano Buffagni, le chiede esplicitamente di lasciare l'appartamento.

"Ho letto stamattina la notizia dell'ex Ministro Trenta sull'immobile di pregio assegnato al marito, in cui vive. Ho altresì letto - sottolinea il viceministro allo Sviluppo economico - la risposta dell'ex Ministro Trenta: formalmente pare anche ineccepibile, ma non è da 5 stelle! Noi siamo nati con un'altra missione, stare nei palazzi rischia sempre di contaminarci, di cambiarci ed è contro questa "droga" che dobbiamo tenere alta l'attenzione". "Non sono mai stato un giustizialista - prosegue Buffagni - e capisco che durante il mandato possano nascere esigenze funzionali. Ma se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto?".

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