Salta al contenuto principale

Congresso famiglie a Verona,

Conte toglie il patrocinio

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
1 minuto 33 secondi

Via il logo della presidenza del Consiglio dal Congresso mondiale delle Famiglie a Verona. Il premier Giuseppe Conte prende le distanze dall'iniziativa sponsorizzata dal ministro leghista della Famiglia Lorenzo Fontana. E chiede di eliminare ogni riferimento alla presidenza del Consiglio, spiegando che ai suoi uffici non era giunta nessuna richiesta. Resta il patrocinio del dipartimento per la Famiglia, subito confermato dal ministro leghista. Ma, di fronte a un evento a cui prenderanno parte anche associazioni anti-Lgbt, il premier sottolinea che il «rispetto della persona indipendentemente dall'orientamento sessuale» e la «piena legittimazione» delle unioni civili e delle convivenze sono «criteri fondamentali» a cui il governo non intende derogare.
A Verona, nel weekend tra il 29 e il 31 marzo, andrà anche Matteo Salvini. E Conte puntualizza che «ovviamente ciascun esponente del governo sarà libero» di andare, «esprimendo le proprie convinzioni». Ma il patrocinio della presidenza del Consiglio, che campeggia sul sito dell'evento, il premier si rifiuta di avallarlo. All'esito dell'istruttoria, fa sapere in un lungo post su Facebook, dai suoi uffici non è mai partito il via libera. E aggiunge che per il futuro ha chiesto al segretario generale di adottare una nuova circolare più netta. Fontana solo ieri in Aula alla Camera aveva affermato che nessuno gli aveva chiesto di revocare il patrocinio. Ma l'esponente leghista decide di andare avanti come niente fosse: il ministero della Famiglia, che fa capo a Palazzo Chigi, continuerà a sostenere il congresso con il suo patrocinio. «Il logo» della presidenza però dovrà sparire.
Intanto ieri il Senato ha bocciato le due mozioni di sfiducia nei confronti di Danilo Toninelli. Ma, se la battaglia è stata superata in qualche modo, la «guerra» dei numeri, da qui in avanti, in Senato sarà un'ombra costante sui gialloverdi. Il gruppo dei dissidenti M5s - ufficialmente tre -, se espulso, potrebbe far scendere la maggioranza a 162, ovvero ad una unità sul minimo necessario.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy