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Questo governo ricorda
quello precedente

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Questo governo ricorda quello precedente

Gentile Direttore, il governo è ormai insediato da un mese. Si è prospettata come salvifica questa nuova, molto discussa, maggioranza che le basi dei due partiti non pare abbiano accettato plebiscitariamente. Ma tant’è, la politica è compromesso e male minore.
Si era partiti con grandi speranze e qualche certezza. Innanzitutto che si sarebbero rivisti i famosi decreti sicurezza che hanno portato il Paese quasi a leggi di regime. Questa la premessa, se non che sembra che finora poche cose si siano mosse. Le grandi polemiche hanno riguardato il ripieno dei tortellini di Bologna, maiale o pollo, i crocifissi o le cartine nelle aule, la scuola inglese del figlio del Ministro (anche se, proprio della scuola). Si discute, si disquisisce dottamente, si getta un po’ di fango in giro. E si litiga. Pensavo che qualcosa sarebbe cambiato verso problemi più consistenti. L’occupazione, la crescita, gli investimenti, le grandi opere, i giovani che se ne vanno, la scuola sia come insegnamento sia come edifici fatiscenti, la sanità. Nella compagine governativa c’è un certo appiattimento sulle posizioni di uno dei due partner di cui si sposano passivamente le iniziative. Acquisizione di Alitalia, per dirne una, o il Garante della privacy al Movimento di Casaleggio, abolizione della prescrizione.
Porre come prioritario il taglio dei parlamentari, senza un’adeguata riforma istituzionale, è un demenziale attacco alla Costituzione.
Proporre il voto a 16 anni non è occuparsi dei giovani, è semplicemente giocare con il più serio ed importante strumento della democrazia. C’è talvolta da dubitare sulla capacità dei quarantenni, figurarsi su quella dei ragazzi. Si fa a chi la inventa più balorda con spreco di tempo e di pazienza. Non si può buttare lì lo jus culturae e poi dire, però forse non è il momento. Noi cittadini, ora che siamo tornati con dignità in Europa vogliamo che il nostro Paese torni con altrettanto prestigio sullo scenario mondiale economico e finanziario. Lo meritiamo.

Rita Grisenti


 

Individuare le vere priorità

I primi passi del governo fanno effettivamente pensare che non sia cambiato nulla: dichiarazioni in libertà, annunci opposti fra loro. Ma forse è presto per farsi un’idea precisa e per giudicare. Mi auguro però che si individuino le vere priorità del Paese e che su quello si lavori celermente.

a.faustini@ladige.it

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