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Acquisti sospetti di alberghi in crisi

Arabi, russi, mafie:

è allarme riciclaggio

 

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Capitali arabi e russi di dubbia origine e risorse illegali della criminalità organizzata sono già all'opera per sfruttare la crisi Covid e sottrarre attività economiche, immobili, patrimoni alle imprese locali. Anzi, riciclaggio di denaro sporco e avvisaglie di prestiti a usura emergono già nel 2019. Da noi il principale settore nel mirino è quello turistico e alberghiero. Due, in particolare, le operazioni recenti sotto osservazione della Guardia di Finanza: l'acquisto all'asta di una struttura ricettiva nel Primiero da parte di società con sede in Lombardia riconducibili ad un soggetto di origine mediorientale e le compravendite sul Garda e sulle Dolomiti da parte di soggetti di origine russa. Sono in ballo alberghi che valevano complessivamente 5 milioni di euro ma che ora vengono acquisiti per la metà, 2 milioni e mezzo.

Martedì in sala Depero della Provincia è stato firmato il protocollo a tutela dell'economia legale tra Guardia di Finanza e Provincia, Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, Camera di commercio, Università, Inps, Inail, organizzazioni imprenditoriali, sindacali e dei consumatori (vedi sotto). Ma prime segnalazioni di operazioni sospette e situazioni illegali arrivano già da oltre un anno tramite lo sportello attivato da Camera di commercio e sindacati. Tra esse, un possibile fenomeno di riciclaggio riconducibile ad un soggetto di origine mediorientale, titolare di alcune società con sede in Lombardia, che ha acquisito una struttura ricettiva in una località turistica di pregio del Primiero. L'acquisizione è avvenuta all'asta, quindi con procedura formalmente corretta. Il prezzo è di poco superiore a 1 milione di euro, poco più della metà del valore di stima dell'albergo, che è una struttura relativamente nuova, dei primi anni duemila. Quello che ha attirato l'attenzione delle Fiamme Gialle sono le origini del denaro dell'acquisizione, che fa capo a società che si occupano di tutt'altro.

Un'altra operazione sospetta di riciclaggio vede al centro, invece, soggetti di origine russa titolari di una società di capitali con sede in regione, che hanno stipulato un contratto preliminare di compravendita, in fase di perfezionamento, per l'acquisto di una struttura ricettiva in un'altra località turistica del territorio dolomitico. Finora è stata versata la caparra. Il prezzo fissato dell'albergo, che è un tre stelle, è vicino a 1 milione e mezzo di euro. Anche in questo caso bisogna capire come ci si è arrivati. Gli approfondimenti preliminari hanno permesso di rilevare collegamenti con altri operatori russi, interessati ad acquisizioni immobiliari sospette nell'area dell'Alto Garda.

«L'albergatore in difficoltà, anche per il Covid, viene avvicinato da chi ricicla denaro - spiega il colonnello Mario Palumbo , comandante provinciale della Guardia di Finanza - Non solo soggetti stranieri, anche la criminalità organizzata italiana, che ha una quantità di denaro che è in grado di proiettare nell'acquisizione di quote societarie, in finanziamenti conto terzi e altre operazioni. All'inizio l'imprenditore cerca di resistere, alla lunga, soprattutto se non riesce a ripartire, cede. E a quel punto gli acquirenti comprano a prezzi molto ridotti rispetto a quelli iniziali».

«La criminalità organizzata lucra su stati di difficoltà delle imprese - sottolinea Palumbo - Con l'acquisizione si ritrova ad aver patrimonializzato i soldi riciclati. E l'anno prossimo, con la ripresa, ha una struttura disponibile a costo zero». Secondo l'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, che ha appena pubblicato il suo rapporto annuale, le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio in Trentino sono state l'anno scorso 729, il 7,5% in più dell'anno precedente.

C'è qualche segnalazione anche nel campo dell'usura? «Per ora no - dice Palumbo - Ma l'usura l'approccio lo sta cercando. Nonostante le misure prese per favorire i prestiti bancari alle imprese, c'è ancora qualche passaggio burocratico che va superato e c'è mancanza di fiducia. L'artigiano in difficoltà ha bisogno di risorse subito, mentre dalla banca arrivano dopo un mese, col rischio che l'attività chiuda. C'è invece chi gli propone subito 10mila euro, per l'artigiano è vitale». Nel 2019 in Trentino Alto Adige le istanze di sostegno per usura al Comitato di solidarietà per le vittime presso il Ministero dell'interno sono state 9 su un totale nazionale di 418. «Con questo protocollo - conclude Palumbo - contiamo di avere i segnali per prevenire queste situazioni».

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