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Lupi in Trentino: Salvini autorizza l'abbattimento, firmata la circolare che permette di sparare

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I lupi problematici si possono uccidere. Ora c'è il via libera ufficiale del ministero degli Interni. Una pessima notizia per gli animalisti. Maurizio Fugatti al contrario esulta e ringrazia il vicepremier leghista, come lui, Matteo Salvini. Il governatore del Trentino considera da sempre gli abbattimenti la soluzione migliore per evitare che gli esemplari pericolosi attacchino l'uomo.  

Una cosa mai successa in Italia negli ultimi 150 anni, ma che secondo gli esperti del settore non si può escludere. La circolare del Viminale è stata fatta pervenire al Commissariato del governo di Trento che a sua volta l'ha girata al presidente della Provincia.
Nelle due pagine della nota spedita da Roma al prefetto Sandro Lombardi non si cita mai la parola «abbattimento», ma si fa capire chiaramente che i lupi che costituiscono una minaccia per l'incolumità pubblica saranno sterminati. «Determinate richieste - si legge nella circolare - dovranno avere un carattere di eccezionalità e potranno essere considerate a condizione che sia stata verificata l'assenza di altre soluzioni praticabili». La prima strada da percorrere è quella della prevenzione, attraverso un potenziamento delle attività di monitoraggio.  

Il Viminale rileva che a livello nazionale, Trentino compreso, si è registrato di recente un aumento dei numeri dei lupi che «avvicinandosi in branco agli abitati provocano allarme nelle popolazioni locali e causano importanti danni economici agli allevatori». Il ministero degli Interni precisa poi, a differenza di quanto spesso sostenuto dal ministro dell'Ambiente del Movimento 5 Stelle Sergio Costa, che in alcuni casi questi carnivori possono diventare un rischio per l'incolumità dei cittadini e per tale motivo si è reso necessario una sua presa di posizione.  

Una tesi quest'ultima che Maurizio Fugatti da tempo sostiene con forza, suscitando la protesta degli animalisti: «Quando c'è un esemplare che minaccia l'uomo bisogna intervenire in modo risoluto. In Trentino esiste un problema sicurezza collegato alla presenza dei lupi e per questo motivo la giunta ha chiesto al prefetto e alle forze dell'ordine di aiutarci. Le indicazioni del Viminale rispecchiano in pieno il lavoro fatto finora nella nostra provincia». Il governatore si è detto pronto negli scorsi giorni ad assumersi, se necessario, le sue responsabilità: «Non possiamo accettare che questi animali arrivino vicino alle case, nel fondovalle. I cittadini non devono correre simili rischi e noi dobbiamo garantire loro la sicurezza».
Le deroghe ai divieti degli abbattimenti o alla cattura del lupo, specie protetta, dovranno prima essere valutate - si spiega nella circolare del Viminale - dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e avallate dal ministero dell'Ambiente.  

Il nuovo «Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia», elaborato dopo molti mesi di discussioni e confronti non piace invece alla giunta provinciale. Per chi lo ha stilato - ricordiamo - «la convivenza con questi animali è possibile, portando avanti una prevenzione attiva e diversificata dei possibili conflitti». 

Tra le 22 azioni indicate nel Piano, che ora dovrà essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, si prevede un maggiore coinvolgimento del ministero dell'Ambiente e questa è una delle cose che piace meno al presidente della Provincia. «Sarebbe stato meglio - ha dichiarato negli scorsi giorni Maurizio Fugatti - dare maggiore autonomia alle realtà locali. Servirebbe una libertà d'azione superiore a quella che ci verrà garantita. Capisco poco la scelta di obbligare i governatori e i prefetti a rivolgersi a Roma per ottenere il permesso di mettere in atto un determinato provvedimento».

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