Salta al contenuto principale

Ogni giorno al Pronto Soccorso

arrivano oltre 600 pazienti

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 39 secondi

Non ci sono ticket o campagne informative che, a quanto pare, riescano a frenare il numero di trentini che ogni giorno accedono al Pronto soccorso, in molti casi anche in maniera impropria.

Nel 2018 il numero complessivo è cresciuto di 3.017 unità, pari ad un aumento dell’1,36% rispetto al 2017. I 224.544 accessi dello scorso anno, così, rappresentano un record storico. L’aumento si è avuto in tutti i reparti di Pronto Soccorso della provincia, ad eccezione che in quello di Trento.
I dati emergono da un’analisi sull’andamento dell’ultimo quinquennio (dal 2014 al 2018) degli accessi al Pronto soccorso che è stata distribuita nei giorni scorsi anche ai primari degli stessi e delle Medicine affinché dai numeri e dalle statistiche possano uscire nuove strategie per far fronte a un bisogno di cure che va comunque analizzato e in alcuni casi reindirizzato.

Va detto innanzitutto che gli accessi sono numericamente diversi da Pronto soccorso a Pronto soccorso. L’attività dell’ospedale di Trento, ad esempio, è più del doppio rispetto a Rovereto, quasi quattro volte l’attività di Cles, quasi cinque volte Arco e Cavalese e circa 7 volte l’attività di Borgo e Tione. Dai dati, poi, emerge una certa stagionalità degli accessi, come anche sensibili differenze di età e provenienza dei pazienti.

I codici bianchi, ossia i pazienti che si presentano con una patologia che ha poco o nulla a che vedere con l’urgenza, rimangono sempre un numero decisamente consistente. A Trento, dove il dato è «falsato» dall’alto numero di pazienti pediatrici che accedono al Pronto soccorso in codice bianco, la percentuale è del 23,5%, quindi quasi un paziente su quattro. La media oscilla poi dal 15% di Cles a Arco, al 15,8% di Rovereto e Cavalese fino al 17,9% di Borgo e al 19,5% di Tione.

La grossa fetta degli accessi è poi rappresentata dai codici verdi (poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili) che oscillano dal 61,5% dei pazienti di Trento al 70% di quelli di Cles.
Ma quali sono i disturbi o i problemi che spingono maggiormente le persone, trentini e turisti, a recarsi in Pronto soccorso?

I traumi minori sono quelli che numericamente portano maggior lavoro e sono la principale causa di accesso in tutte le sedi. Nel 2018 hanno rappresentato il 32,8% di tutti gli accessi. Il Pronto soccorso dove i traumi minori la fanno da padrone è quello di Cavalese con il 45,8% (8.594). Segue Tione con il 43,1% (5.829) e poi sul 40% Cles (9.859) e Arco (7.401). Numeri alti, ma in termini percentuali minori, a Trento dove gli accessi per traumi minori sono stati 25.0376, il 26,7%.

Secondo i dati l’utenza che accede per questo motivo arriva nella fascia diurna 8-20 (82%) e il codice che maggiormente viene assegnato è quello verde (70,1%), seguito da quello bianco (17,3%) e quello giallo (12,4%). Al secondo posto ci sono i problemi cardiovascolari (in tutte le sedi tranne che a Rovereto). L’impatto percentuale minore si registra all’ospedale di Trento (9,8%), ma qui i numeri sono decisamente alti visto che si parla di 9.201 persone. A Borgo, con 1.647 pazienti, invece, i problemi cardiovascolari incidono per il 13% degli accessi ed è, per questa causa, la percentuale più alta. Il codice di Triage cambia molto rispetto agli accessi per trauma minore. Nel 2018 è per il 53% verde, il 4,9% bianco e il 38,8% giallo. Seguono come diagnosi i problemi gastro-entero-epatici, i problemi polmonari e infettivi.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy