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Beni comuni, alla Ue un progetto del Trentino Alto Adige

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Trentino e Alto Adige fanno da apripista a Bruxelles nel condividere regole ed esperienze sul piano locale di cittadini impegnati nella tutela dei beni comuni, come acqua, aria, suolo, ma anche la memoria collettiva.

«Parliamo di beni materiali e immateriali, come un parco o un quartiere, e del mettere i cittadini nelle condizioni di prendersi cura di questi beni pubblici, riconosciuti come beni della comunità» racconta Valeria Liverini, a capo dell’ufficio per i rapporti con l’Ue della Provincia autonoma di Trento e promotrice di una conferenza ad hoc a Bruxelles.

«In Europa sul tema dei beni comuni si potrebbero creare alleanze, convergenze, sono di interesse generale per definizione», spiega Gregorio Arena, presidente dell’associazione Labsus, che ha già prodotto un regolamento ad hoc con il Comune di Bologna, ripreso da 133 comuni, fra cui Roma, Milano e Torino.

«La grande sfida di oggi è dare visibilità a queste esperienze e per noi questa partita di innovazione sociale riguarda anche l’Europa: le esperienze di collaborazione fra territori europei sono un valore aggiunto per ridare forza ad un’appartenenza europea».

La stessa casa comune a Bruxelles dell’Euroregione, da vent’anni riunisce Tirolo, Alto Adige e Trentino.

«Nella Provincia di Bolzano l’attenzione al concetto di bene comune si sta rafforzando» spiega Vesna Caminades, direttrice dell’ufficio di Bruxelles della Provincia autonoma, che fa notare una specificità del suo territorio: «Per noi è l’autonomia il bene comune immateriale per eccellenza»

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