TRENTO. Un percorso alla scoperta del mondo del soccorso alpino.

Lo propone una mostra appena inaugurata a palazzo Trentini, dedicata al Soccorso alpino e speleologico trentino, un evento nell'ambito del Film Festival. 

Esposte fotografie di ieri e di oggi, in un percorso di sette parole chiave, si legge in una nota stampa, che "ripercorre i 70 anni di storia dell’ente, in cui l’immutato spirito di solidarietà di soccorritrici e soccorritori appassionati di montagna si lega alle evoluzioni dei materiali, dei mezzi e delle tecniche di soccorso".

Siamo nel 1952: dopo un drammatico incidente sulle Dolomiti di Brenta che scosse tutta Italia, nel quale persero la vita tre giovani escursionisti, rimasti imprigionati per giorni in un crepaccio insieme a una quarta compagna di cordata unica sopravvissuta, nascono in Trentino le prime Stazioni del Corpo Soccorso Alpino, grazie all’idea e alla visione del medico e satino Scipio Stenico, insieme a Mario Smadelli e Carlo Colò.

"Tramite un'organizzazione strutturata - prosegue la nota - di soccorso in montagna - che da lì in pochi anni si diffonderà in tutta Italia - venivano istituzionalizzate le forme di aiuto che da sempre avevano caratterizzato le comunità alpine, fin da quando le alte quote erano diventate uno straordinario terreno di avventura e di scoperta.

La mostra fotografica si snoda in un percorso di sette parole chiave, che racchiudono il fulcro dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico e che aiutano a ripercorrere le evoluzioni e i progressi compiuti in questi primi 70 anni di storia.

La prima parola chiave, “Passione”, è stata scelta perché il Soccorso alpino e speleologico vive grazie alla passione per la montagna e allo spirito di solidarietà di centinaia di soccorritrici e soccorritori volontari; la parola “Formazione” vuole porre l’attenzione sull’impegno dei soci in termini di addestramento per garantire competenza e professionalità, “Struttura” sta per l’organizzazione centrale e territoriale che l’ente si è dato per assicurare efficienza e tempestività nei soccorsi, “Innovazione” perché le evoluzioni dei materiali, dell’attrezzatura e dei mezzi a disposizione hanno influenzato nel profondo il modo di fare soccorso, “Cielo” perché l’impiego dell’elicottero ha rivoluzionato sotto molti aspetti lo stesso concetto di soccorso alpino, “Soccorso sanitario” e “Prevenzione” i due cardini dell’attività del Soccorso Alpino e Speleologico, presenti fin dal principio nella visione del fondatore Scipio Stenico.

Completano la mostra, due filmati storici provenienti dall’archivio della Biblioteca della Montagna della Sat e oggetti e attrezzatura di ieri e di oggi, tra cui lo zaino, le scarpette, l’imbrago e la corda del grande alpinista Marino Stenico, gentilmente concessi in prestito dal Soccorso Alpino e Speleologico dell’Alto Adige.

La mostra non sarebbe stata possibile senza il supporto della Biblioteca della Montagna – Archivio storico della Sat che ha messo a disposizione, oltre ai due filmati, le fotografie dei primi anni di vita del Corpo Soccorso Alpino, della Fototeca documentaria dell'Altopiano della Paganella, del fotografo Marco Busacca per le fotografie più attuali e del Trento Film Festival per averla inclusa nel programma della sua settantesima edizione", conclude la nota di presentazione.

“Festeggiare un traguardo così importante come quello dei settant’anni – afferma il presidente del Soccorso alpino e speleologico trentino Walter Cainelli - serve a guardarsi indietro, a fare bilanci, a esprimere riconoscenza verso chi ci ha preceduto, a ringraziare le organizzazioni partner con le quali condividiamo il cammino, a ricordare i compagni che hanno perso la vita in attività di soccorso. Ma significa anche guardare avanti verso il futuro perché ogni periodo ha le sue sfide e i suoi scenari da costruire. Un compito che proveremo sempre a non disattendere. Le iniziative con le quali celebriamo questo compleanno non sono altro che un omaggio e un ringraziamento a tutti i soccorritori di ieri e di oggi; è solo grazie al loro impegno e alla loro costanza che siamo giunti fino a qui".

La mostra prosegue fino al 14 maggio (orario 9.30-18.30, ultyimo giorno chiusura alle 12.30) e poi si sposterà nel periodo estivo e autunnale in diverse località del Trentino che ospitano stazioni del Soccorso alpino e speleologico.

Nell’ambito del 70° Trento Film Festival è in programma anche una serata evento dedicata al Soccorso alpino e speleologicotrentino, giovedì 5 maggio alle 21 al teatro Sociale: sarà condotta da Hervè Barmasse e vi parteciperanno l’attore Andrea Castelli e il pianista Antonio Maria Fracchetti.