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PREDAZZO. Dalle ferite lasciate dalla tempesta Vaia nasce la “Foresta delle Stelle”. In Val di Fiemme, una delle aree più duramente colpite dall’evento estremo dell’ottobre 2018 e successivamente dall’epidemia di bostrico, prende forma un progetto che punta a trasformare un territorio devastato in un luogo dedicato alla natura, all’astronomia e alla conoscenza dei cambiamenti climatici. Su una superficie di 10 ettari saranno messi a dimora 15mila nuovi alberi, mentre altre organizzazioni del territorio potranno contribuire all’adozione di ulteriori 5mila piante.
Il progetto “From wounds to wonder: rebuild, reforest, reconnect” nasce dalla collaborazione tra WOWnature di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, e la Magnifica Comunità di Fiemme, con il sostegno della Fondazione dei Dipendenti del Gruppo VKR. I lavori sono già iniziati e il completamento è previsto nell’autunno del 2027. L’area sarà attraversata da un percorso divulgativo con installazioni e rifugi didattici costruiti utilizzando anche il legno degli alberi schiantati da Vaia.
L’intervento punta soprattutto a creare un bosco più diversificato e resiliente rispetto agli effetti della crisi climatica. Accanto a larice e abete rosso saranno piantati betulla, pado, acero montano e pino silvestre. Le nuove piante verranno distribuite a gruppi vicino alle ceppaie degli alberi abbattuti, cercando di riprodurre il processo naturale di rinnovazione del bosco. Vaia, nell’ottobre 2018, colpì 42mila ettari del Nordest italiano, abbattendo circa 14 milioni di alberi. A quella devastazione si è aggiunta negli anni successivi l'epidemia di bostrico, che ha danneggiato altri 25mila ettari di foresta e compromesso circa 5 milioni di metri cubi di legname.
Una parte importante del progetto riguarda anche il sentiero E339, ex mulattiera militare che collega la Valmaggiore al Lago di Moregna, conosciuto per la caratteristica forma a cuore. Il tracciato sarà riqualificato attraverso la sistemazione del fondo, la realizzazione di canalette per lo scolo dell’acqua, scalini nei punti più ripidi e selciati nelle zone maggiormente interessate dall’erosione. L’obiettivo è migliorare sicurezza e percorribilità conservando allo stesso tempo il valore storico del percorso.
La particolarità della “Foresta delle Stelle” nasce però proprio da una delle conseguenze più evidenti della tempesta: la scomparsa di parte della copertura arborea ha aperto nuove visuali verso il cielo. Da qui l’idea di realizzare un itinerario dedicato all’astronomia, alle foreste e al cambiamento climatico, sviluppato con il progetto di divulgazione scientifica “Chi Ha Paura Del Buio?” e con professionisti dell’Università di Padova.
«A noi astrofisici viene spesso chiesto qual è il senso di studiare l’universo e i suoi elementi, così distanti da noi. Una delle risposte che si può dare è che lo studio dell’universo, paradossalmente, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e il nostro pianeta», spiega Matteo Miluzio, amministratore di “Chi Ha Paura Del Buio?” e Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il percorso prenderà ispirazione anche dalla celebre fotografia della Terra “Blue Marble”, scattata nel 1972 dall’equipaggio dell’Apollo 17: dopo avere osservato stelle e universo, i visitatori saranno invitati simbolicamente a riportare lo sguardo sulla Terra e sulle cicatrici di Vaia.
A chiudere idealmente il percorso saranno proprio le giovani piante della nuova foresta, simbolo della possibilità di ricostruire un ecosistema maggiormente capace di affrontare le trasformazioni climatiche. «Dopo questa lunga e caldissima estate e a maggior ragione in questo luogo in cui le conseguenze del cambiamento climatico sono di fronte ai nostri occhi in tutta la loro potenza e gravità, è un privilegio poter contribuire ad un progetto così importante», afferma Michela Daniele, dipendente VELUX che ha promosso la candidatura dell'iniziativa.


