TRENTO. Un frequentatore “maturo”, esperto e consapevole: è questo il profilo che emerge dalla ricerca “I frequentatori dei rifugi del Trentino”, promossa dalla Provincia e realizzata da TSM-Accademia della Montagna con diversi partner territoriali. Quasi l’80% degli utenti si definisce esperto di montagna e il 48% ha già dormito più volte in rifugio, con un livello di istruzione elevato (oltre il 57% laureato).

La montagna viene vissuta come esperienza di immersione e distacco, con una forte attenzione ai temi ambientali. A presentare i risultati è stato l’assessore provinciale Roberto Failoni, che ha sottolineato come i dati confermino una crescente attrattività internazionale. “Nei rifugi troviamo molti europei e sempre più turisti da Nord e Sud America”, ha spiegato, evidenziando la necessità di alzare la qualità dell’accoglienza. Sulla stessa linea Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, che ha ribadito l’importanza di conoscere i cambiamenti in atto per adattare servizi e offerta turistica.


La ricerca evidenzia anche differenze tra italiani e stranieri: i primi (52,4%) vivono il rifugio come meta di escursioni brevi, mentre gli stranieri (47,6%) – soprattutto da Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito – lo utilizzano come tappa di itinerari più lunghi e tecnici. Centrale resta la figura del rifugista, considerato da oltre metà degli intervistati un punto di riferimento esperto per sicurezza e conoscenza del territorio.


Sul fronte dei servizi emergono priorità chiare: servizi igienici adeguati e prenotazioni online sono gli aspetti più richiesti, mentre elementi come Wi-Fi o offerta gastronomica risultano secondari. Il rifugio non è percepito come un hotel, ma come una struttura essenziale e identitaria. Elevata anche la sensibilità ambientale: acqua, energia e gestione dei rifiuti sono temi centrali, con una generale disponibilità ad accettare limitazioni per tutelare l’ambiente, pur mantenendo un equilibrio tra libertà e regole.