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TRENTO. Nessuno scontro con l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, ma un confronto aperto su un tema delicato per chi lavora in montagna. La presidente dell’Associazione Gestori Rifugi del Trentino, Roberta Silva, interviene per chiarire quanto accaduto durante l’assemblea dei rifugisti, svoltasi a Maso Martis, dopo le ricostruzioni pubblicate da alcuni quotidiani locali.
«Non c’è stato alcuno scontro né alcuna lite con l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni», precisa Silva. L’incontro, spiega, si è svolto in un clima di dialogo e ha affrontato diverse questioni legate alla gestione dei rifugi, tra cui quella della presenza dell’orso sul territorio.
Un argomento che continua a suscitare sensibilità differenti tra gli operatori della montagna, soprattutto per le possibili ricadute sull’attività turistica. «La questione dell’orso è un tema caldo, che conosciamo bene e sul quale è naturale che emergano sensibilità e posizioni differenti. Ma un confronto, anche quando riguarda questioni complesse, non può essere trasformato in una lite: si è trattato di un dibattito normale, nel quale ciascuno ha espresso il proprio punto di vista», sottolinea la presidente.
Nel corso dell’assemblea è stato affrontato anche il tema dei cartelli informativi sulla presenza dell’orso. La loro collocazione, spiega Silva, risponde all’esigenza di garantire trasparenza nei confronti degli escursionisti e di chi frequenta la montagna, mettendo a disposizione informazioni utili per raggiungere i rifugi e percorrere i sentieri.
Tra le proposte emerse durante il confronto c’è quella avanzata da Failoni di verificare concretamente l’eventuale incidenza della presenza dell’orso sulle prenotazioni e sulle disdette. L’idea è quella di avviare una raccolta puntuale dei dati, in modo da distinguere le percezioni dai riscontri effettivi.
Un approccio condiviso anche dalla presidente dell’associazione. «Nel caso in cui la realtà, valutata a seguito di una raccolta dati, riscontrasse un’effettiva e significativa mancanza di turisti che rinunciano a causa della presenza dell’orso, allora saranno prese in analisi strategie ed interventi per far fronte a tale criticità», chiarisce Silva. Al momento, però, nessun trend negativo reale è stato riscontrato.
L’obiettivo dei gestori è portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze di chi lavora in montagna, contribuendo alla ricerca di soluzioni attraverso il dialogo. Un percorso che riguarda la questione dell’orso, ma anche gli altri temi affrontati durante l’assemblea e nelle sedi istituzionali.
«Su questi argomenti è importante ascoltarsi e lavorare insieme, senza esasperare i toni né attribuire al dibattito significati che non ha avuto», conclude Silva.


