TRENTO. L’Enpa del Trentino promuove le nuove misure della Provincia a sostegno di allevatori e apicoltori, anche hobbisti, per la prevenzione delle predazioni da parte dei grandi carnivori. In particolare, l’associazione giudica positivamente la decisione di ridurre da otto a quattro anni la durata dell’obbligo di manutenzione e del comodato d’uso gratuito delle recinzioni elettrificate maggiormente soggette a usura.

Secondo Enpa, le iniziative messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento e dal Servizio faunistico rappresentano un sostegno concreto alle attività di allevamento e apicoltura. L’associazione richiama anche l’esperienza della Svizzera, dove, sostiene, i tentativi di attacco dei lupi agli animali d’allevamento, in particolare ovini e caprini, si sarebbero sensibilmente ridotti grazie alla diffusione di recinzioni elettrificate, cani da guardiania e a una gestione più attenta degli alpeggi.

Per l’associazione, proprio le recinzioni elettrificate, affiancate dalla presenza dei pastori e dai cani da guardiania, costituiscono uno degli strumenti più efficaci per limitare le incursioni di orsi e lupi. Da qui l’apprezzamento per la semplificazione introdotta dalla Provincia sui materiali forniti gratuitamente o finanziati dall’amministrazione.

L’Enpa del Trentino sottolinea inoltre la necessità di conciliare la tutela delle attività zootecniche con quella della biodiversità e dei grandi carnivori. L’associazione considera orsi e lupi elementi importanti degli ecosistemi e sostiene che le misure preventive possano ridurre sia le predazioni sia i conflitti che possono portare alla richiesta di abbattimento degli animali selvatici.

Più duro il passaggio rivolto a chi non utilizza gli strumenti disponibili. Secondo l’Enpa, di fronte al sostegno tecnico ed economico assicurato dalla Provincia «non c’è più spazio per scusanti» in caso di mancata protezione dei pascoli. Non adottare adeguate misure di prevenzione, sostiene l’associazione, significa esporre gli animali allevati alle predazioni, aumentare il rischio di interventi sui grandi carnivori e scaricare sulla collettività i costi di risarcimenti che potrebbero essere evitati.

«Chiediamo alla Provincia autonoma di Trento di proseguire su questa strada», conclude Ivana Sandri, per Enpa del Trentino – Sezione di Rovereto. L’associazione annuncia che continuerà a vigilare sull'applicazione delle misure di protezione, con l’obiettivo di limitare i danni economici e le sofferenze degli animali.