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TRENTO - "Nessun 'intrigo di palazzo' si è consumato oggi, ma soltanto lo svolgersi della normale dialettica politica che dovrebbe essere propria di ogni istituzione democratica. Abbiamo sottolineato con chiarezza la soddisfazione del percorso avviato ieri con i tecnici per fugare alcune nostre perplessità o rispondere a nostre necessità di approfondimento".
Così, in una nota, l'assemblea delle minoranze in consiglio provinciale a Trento dopo il ritiro del ddl sugli impianti a fune e piste da sci da parte dell'assessore provinciale Failoni.
"Abbiamo poi ribadito di come, al di là delle valutazioni tecniche, ci fossero questioni di opportunità politica come recuperare il rapporto con i Comuni, che sul ddl hanno espresso parere negativo, e prevedere un di più di confronto con mondi che, insieme alla politica, possono aiutare a definire linee di utilizzo e sviluppo del territorio (pensiamo ad esempio a demani collettivi, Sat, Acli, ma anche altri).
Si poteva quindi prendersi questo tempo spostando il ddl a settembre, eventualmente scorporando alcuni elementi più squisitamente tecnici se la preoccupazione fosse quella della preparazione della stagione invernale 25/26. Con spirito costruttivo e responsabile, abbiamo quindi proposto di sospendere la trattazione del ddl per riprenderla e concluderla a settembre, consapevoli tra l'altro che a breve ci sarà anche l'elezione del nuovo consiglio delle autonomie locali.
A quel punto Failoni ha scelto invece di ritirare il disegno di legge, evidenziando di fatto la fragilità del documento dal punto di vista politico, che noi avevamo già rilevato. E vista la scelta improvvisa di ritiro, è lecito chiedersi, sempre dal punto di vista della fragilità politica se l'assessore non avesse forse anche da recuperare il consenso rispetto al ddl prima di tutto dentro la sua stessa maggioranza", prosegue la nota.
"Nessun intrigo di palazzo dicevamo quindi, né opposizione per partito preso, ma solo la fatica dell'approfondimento e l'importanza di relazioni di cui la Provincia deve sapere essere regista, condividendo e non imponendo. Segnaliamo inoltre come tutto il lavoro di approfondimento e mediazione, fatto tra ieri e oggi, e che comunque non andrà perso, poteva iniziare prima, come del resto avevamo chiesto un mese fa, permettendo magari di raggiungere il punto di equilibrio già oggi. Non è andata così, ma chissà che l'assessore non ne faccia tesoro per il futuro. La speranza, si sa, è l'ultima a morire", concludono le opposizioni.


