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TRENTO. Michela Foresti, 30 anni, è la nuova gestrice del rifugio Sat Val di Fumo, storico presidio alpino nel gruppo Adamello-Presanella. Una nomina che segna un passaggio importante per una delle strutture simbolo della montagna trentina, punto di riferimento per escursionisti e alpinisti che frequentano una valle tra le più integre e suggestive del territorio. La nuova gestione apre una fase di continuità e rinnovamento, nel segno del rispetto dell’ambiente e dell’identità del rifugio.
Nata a Tione, cresciuta tra Bolbeno e la Val Daone, Michela Foresti ha sviluppato fin da giovanissima un legame profondo con la montagna e in particolare con l’area di Praso. Dopo il Liceo della Montagna, ha intrapreso un percorso formativo e professionale coerente con la vita in ambiente alpino: è maestra di snowboard, accompagnatrice di media montagna e pratica da sempre numerose attività outdoor. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Scienze motorie, con una specializzazione negli sport di montagna.
Il rapporto con la Val di Fumo è solido e duraturo: Michela Foresti ha infatti lavorato per quattro stagioni al rifugio, un’esperienza centrale nel suo percorso personale e professionale. La scelta di assumere la gestione è stata consapevole e condivisa con il compagno, vissuta come un progetto familiare. «La Val di Fumo è un luogo a cui sono profondamente legata – spiega –. Vogliamo mantenere una continuità con la gestione precedente, valorizzando ciò che ha funzionato e introducendo piccoli elementi nuovi, senza stravolgere l’identità del rifugio».
Con la nuova gestione, la SAT rinnova il proprio impegno per una conduzione responsabile delle strutture in quota, in sintonia con i valori dell’associazione. «A Michela Foresti va l’augurio di buon lavoro – afferma il presidente Cristian Ferrari –. La sua nomina è un segnale positivo di rinnovamento generazionale e testimonia come i rifugi siano luoghi di competenze, visioni e responsabilità condivise, sempre nel rispetto della montagna».
Il Rifugio Val di Fumo, situato in alta Val di Daone, continuerà a essere un presidio fondamentale per la frequentazione consapevole della montagna e una base privilegiata per escursioni e traversate nell’area dell’Adamello. Inaugurata dalla SAT nel 1960, la struttura sorge sul versante sinistro della valle, in panorami che si aprono sulle cime del Carè Alto.
Il rifugio offre i servizi essenziali dell’accoglienza alpina, dispone di circa 50 posti letto, oltre a un locale invernale con 6 posti, ed è normalmente aperto durante la stagione estiva, indicativamente da fine primavera a inizio autunno, compatibilmente con le condizioni meteo.
L’accesso avviene esclusivamente a piedi, lungo il sentiero SAT n. 240, con partenza dalla zona della diga di Malga Bissina, in un tempo medio di cammino compreso tra un’ora e mezza e un’ora e quarantacinque minuti. Dal Rifugio Val di Fumo è inoltre possibile raggiungere il Rifugio Carè Alto, il Rifugio Maria e Franco, il Rifugio Lissone e, per escursionisti esperti e alpinisti, il Rifugio Ai Caduti dell’Adamello.


