DOLOMITI DI BRENTA. Un rifugio profondamente rinnovato, ma con l'obiettivo di restare fedele alla propria storia. A 2.491 metri è stato inaugurato oggi, domenica 20 settembre, il nuovo Rifugio SAT Tosa–Tomaso Pedrotti, riaperto al pubblico lo scorso 20 giugno dopo due anni di lavori. L'intervento ha conservato le murature storiche in pietra, migliorando funzionalità, sicurezza ed efficienza energetica. «Vogliamo che rimanga il rifugio di una volta», ha spiegato il gestore Franco Nicolini, tracciando un primo bilancio di una stagione caratterizzata da una notevole affluenza.

La storia del complesso affonda le radici nel 1881, quando venne inaugurato il piccolo Rifugio Tosa, prima struttura costruita dalla SAT. Tra il 1910 e il 1911 arrivò poi la Bremer Hütte, successivamente passata alla SAT e dedicata nel 1921 a Tomaso Pedrotti. «Il Pedrotti non è semplicemente un edificio ristrutturato», ha sottolineato il presidente della SAT Cristian Ferrari, ricordando quasi un secolo e mezzo di storia dell'alpinismo trentino. L'obiettivo della riqualificazione era adeguare la struttura alle esigenze attuali senza trasformarla in un albergo d'alta quota.

Il progetto, firmato dallo studio STAMI Architettura e vincitore nel 2022 di un concorso con 61 gruppi partecipanti, ha sostituito l'ultimo piano in calcestruzzo con una struttura più leggera e realizzato il grande tetto rosso, pensato come un «faro di montagna». Sulla copertura è stato installato un impianto fotovoltaico da 20 kW con sistema di accumulo. Secondo Nicolini, il generatore, che in precedenza funzionava per 10-12 ore al giorno, viene ora utilizzato per circa 5-6 ore, a seconda dell'irraggiamento solare.

Centrale anche la gestione dell'acqua in alta quota, sempre più preziosa per la riduzione dei nevai e delle riserve disponibili durante l'estate. Oltre alla raccolta dell'acqua piovana, il Pedrotti recupera le acque grigie di lavabi e docce per alimentare i servizi igienici: su un consumo giornaliero di circa 8 metri cubi ne vengono recuperati 2. Il complesso cantiere, privo di accesso carrabile, ha richiesto il trasporto in elicottero di gran parte di materiali e attrezzature. Dopo la chiusura totale del 2025, il Pedrotti si prepara così a concludere la prima stagione della sua nuova vita, mantenendo la funzione di presidio per escursionisti e alpinisti nel cuore delle Dolomiti di Brenta.