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TRENTO. Dopo un anno di chiusura per consentire i lavori di ristrutturazione, il Rifugio Sat Tosa Pedrotti tornerà ad accogliere alpinisti ed escursionisti dal prossimo 20 giugno, in concomitanza con l’apertura della stagione estiva dei rifugi alpini. Situato alla Bocca di Brenta, a quota 2.491 metri nel cuore delle Dolomiti di Brenta, il Tosa Pedrotti rappresenta uno dei punti di riferimento più frequentati e simbolici del gruppo montuoso trentino.
L’intervento di riqualificazione ha interessato in particolare la copertura dell’edificio, sostituita con un nuovo tetto in struttura mista acciaio-legno rivestito in zinco titanio. La nuova soluzione, più leggera rispetto alla precedente in cemento, migliora l’isolamento termico e la stabilità complessiva della struttura. Sul tetto sono stati installati pannelli fotovoltaici che permetteranno di ridurre di almeno il 50% il consumo di gasolio, puntando così su una gestione più sostenibile delle risorse energetiche in quota.
La ristrutturazione ha inoltre trasformato l’ultimo piano del rifugio in una sorta di “faro” visibile lungo i principali sentieri di accesso: il terzo livello è stato dipinto di rosso e dotato di quattro punti luce orientati verso i percorsi escursionistici. Pur con un contenuto aumento volumetrico, il progetto ha mantenuto invariati i 120 posti letto, ora distribuiti in camere da 4 a 6 persone più funzionali e razionali. Sono stati preservati anche gli elementi storici in dolomia che caratterizzano il rifugio, mentre le nuove parti sono state progettate per integrarsi con l’edificio originario.
Il presidente della Sat, Cristian Ferrari, ha ringraziato le squadre operative, gli uffici tecnici della Sat Centrale, la Provincia autonoma di Trento, il Servizio Turismo, il Servizio Foreste e il Parco Naturale Adamello Brenta per il supporto durante le diverse fasi dell’intervento. Ferrari ha poi richiamato l’attenzione sulla gestione dell’acqua nei rifugi alpini, tema sempre più delicato a causa della crisi climatica e della riduzione della disponibilità idrica in montagna.
Anche il gestore Franco Nicolini ha sottolineato come il Tosa Pedrotti debba oggi confrontarsi con esigenze nuove legate sia all’accoglienza sia alla gestione quotidiana in alta quota. Per la realizzazione della nuova cisterna destinata alla raccolta dell’acqua saranno però necessarie ulteriori valutazioni geologiche dopo i crolli di roccia che hanno interessato i versanti occidentale e orientale di Cima Falkner. L’intervento viene considerato fondamentale per garantire continuità all’approvvigionamento durante l’estate.
Il progetto di ampliamento e riqualificazione, vincitore del concorso di progettazione promosso dalla Sat nel 2022 insieme agli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri della provincia di Trento, è stato firmato dallo studio Stami Architettura con l’architetto Stefano Pasquali capogruppo, affiancato da Samantha Minozzi, Alberto Stangherlin e Andrea Moser. I lavori sono stati eseguiti dall’impresa Dallapè e dalla carpenteria Ferrari, impegnate in condizioni particolarmente complesse legate all’alta quota.


