FOLGARIA. Tornano ad accendersi i riflettori sull'Apt degli Altipiani. Questa volta l'azienda per la promozione turistica finisce attenzionata per le dimissioni, in polemica, di tre membri del consiglio di amministrazione, sui dodici totali. E tra questi c'è anche la vicepresidente Roberta Maraschin, dimessasi dal tavolo con i consiglieri Elisabetta Bertoldi e Francesco Marchesi.

Bocche cucite dai dimissionari circa le motivazioni del loro passo indietro. Ma Maraschin ha accompagnato il suo gesto con una lettera ai sindaci di Folgaria e Lavarone, in rappresentanza dei quali sedeva in cda. Nella missiva Maraschin avrebbe ammesso ai due primi cittadini la sua incapacità di centrare gli obiettivi posti a inizio mandato: coinvolgere di più la base sociale, rendere lo staff dell'azienda più strutturato.

Ma le criticità legate all'organizzazione del lavoro, alle dimensioni troppo piccole per lo scenario turistico odierno ed all'elevato (anzi, «eccessivo») turn-over dei dipendenti avrebbero impedito a Maraschin di ottenere i risultati sperati.

Ma ci sarebbe di più. La notizia, benché non ancora resa pubblica ufficialmente dall'Apt, ha riportato a galla vecchie ruggini tra il cda e la direzione dell'azienda. Attriti che esplosero, due anni fa, nella polemica per gli eccessivi licenziamenti da parte del personale, caso che finì anche all'attenzione della Provincia, portatoci dal consigliere di Onda Filippo Degasperi con un'interrogazione ad hoc.

Oggi le voci dicono che a licenziarsi negli ultimi quattro anni dall'Apt siano stati 36 dipendenti. «Un tempo il personale dell'Apt era tutto locale - spiega una fonte interna - ed erano tutte brave persone, costrette a lasciare per l'ambiente di lavoro tossico che si è ormai consolidato all'interno».

Non solo. L'insofferenza dei dimissionari sarebbe dovuta soprattutto alla gestione operativa dell'Apt, con il cda ridotto a fare da mero vidimatore di scelte già fatte dalla direttrice Daniela Vecchiato, e con i Comuni distanti dalle dinamiche di lavoro e dalle scelte strategiche.

I sindaci di Folgaria Michael Rech e di Lavarone Isacco Corradi per parte loro dichiarano di voler approfondire le motivazioni dietro le tre dimissioni; ma al contempo difendono la gestione Vecchiato dell'azienda di promozione turistica. «I risultati dell'Apt sono sotto gli occhi di tutti, e sono molto, molto importanti per tutto il territorio - spiega Rech, che dell'Apt per diversi anni è stato anche presidente -. Non posso che dirmi molto soddisfatto. Non dò nessuna colpa ai dimissionari, ma posso capire che si possa percepire, pur dal di dentro del cda, una certa distanza dalla operatività dell'Apt. Ma con i tempi che corrono, con i cambiamenti nel mondo del turismo post Covid, con i prezzi alle stelle, con le difficoltà nel reperire personale, le forze interne dell'Apt sono al 100% impegnate, h 24 e 7 su 7, a lavorare per garantire al territorio l'indotto turistico fin qui garantito. E quindi non può esserci anche il tempo per "curare" i rapporti con il cda. Insomma, se le ultime stagioni sono andate come sono andate e le previsioni per il 2025 parlano già di tutto esaurito in vista, non possiamo non riconoscerne il merito anche all'Apt».

«Il modello delle Apt in Trentino sta cambiando radicalmente - argomenta Corradi - e la vecchia dinamica dell'Apt attiva quotidianamente nel territorio è destinato a cambiare. Le dimensioni molto ridotte nel nostro ambito non ci aiutano, e così lo sforzo dell'azienda per far fronte alla burocrazia, alle certificazioni e alle campagne promozionali esaurisce di fatto il tempo di operatori e direzione, lasciando poco spazio alla cura del rapporto con la base ed il territorio».