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TRENTO. "Forse è arrivato il momento di rinunciare al riconoscimento Dolomiti Unesco e tornare al duro lavoro di produrre, offrire e promuovere servizi di qualità come siamo abituati a fare e non cartoline". E' la provocazione di Osvaldo Finazzer, del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici che sul tema dell'overtourism cita il Lago Braies, co-protagonista della serie tv A un passo dal cielo, paragonandolo a quello che succede sulle Dolomiti, in Costiera Amalfitana o alle Cinque Terre.
Si amplifica la notorietà del luogo "e i social hanno fatto il resto creando un circuito vizioso: la serie televisiva rende famoso un luogo accessibile, i social amplificano, l'eccesso di turismo aumenta la popolarità che ne aumenta "l'overtourism" e alla fine si chiudono gli accessi dando la colpa all'overtourism". E "una notorietà superficiale, di facciata, legata solo all'immagine da cartolina e come tale da catturare con il telefonino e condividere sui social" è la riflessione di Finazzer.
E' "una politica di promozione del territorio miope e poco lungimirante" che porta a "un flusso turistico non strutturato, con presenze brevi non programmate ed occasionali, poco coinvolte nelle proposte culturali e nei servizi locali, orientati più alla condivisione immediata dell'immagine che alla scoperta autentica del patrimonio territoriale".
"Né la fondazione Dolomiti Unesco né il grande lavoro dei territori meritano queste estremizzazioni e paradossi" chiude subito il dibattito l'assessore provinciale Mattia Gottardi, membro del consiglio di amministrazione della fondazione Dolomiti Unesco.


