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UDINE - Entro due anni potrebbero arrivare a 30 gli orsi problematici, perché troppo confidenti o aggressivi, nell'area del Nordest. Per questo motivo è indispensabile mettere in atto interventi seri di gestione che conducano a un effettivo riequilibrio.
Lo ha detto – come fa sapere il Gazzettino - venerdì 28 aprile a Pontebba Claudio Groff, coordinatore del Servizio faunistico alla Provincia autonoma di Trento, nel corso di un convegno nazionale promosso sui grandi carnivori dal Club alpino italiano.
L’esperto ha anticipato i contenuti di un nuovo studio che attende una prossima pubblicazione.
Groff – scrive il Gazzettino – ha precisato che già nel 2021 l'Ispra aveva stimato per il 2025 una popolazione plantigrada di complessivi 130-140 soggetti. Sempre due anni or sono gli orsi a Nordest erano poco più di 100, dei quali fra i 70 e i 90 di età adulta e all'incirca 25 cuccioli. Altri 14 cuccioli sono nati nel 2022, tuttavia occorre considerare l'alta mortalità dei primi mesi o anni di vita (50%, analogamente al lupi).
È presumibile che anche le gravidanze dell'inverno appena concluso abbiamo condotto a un numero simile di nascite quest'anno. In ogni caso, Groff ha constatato che «l'evoluzione degli orsi si sta rivelando molto più rapida del previsto negli ultimi anni», come peraltro dimostrano tutti gli indicatori.


