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TRENTO. Se ne è andato Ignazio Cornella, storico gestore del rifugio Silvio Agostini in val d'Ambiez, nel Gruppo Brenta. Ignazio, che aveva 89 anni è stato un gestore di lungo corso, avendo preso la gestione del rifugio della Sat nel 1976. Da qualche anno la gestione era stata affidata dalla Società degli alpinisti tridentini al figlio di Ignazio, Roberto.
Ma Ignazio, pur diradando, per l'avanzare dell'età, la sua presenza all'Agostini, quando poteva saliva ai 2410 metri del rifugio all'ombra della parete dell'Ambiez a dare una mano. Ignazio per gli alpinisti che sono passati ed hanno dormito al Silvio Agostini è stato un uomo che non si dimentica. La sua disponibilità era unica, gentile, generoso, lavoratore instancabile, faceva il rifugista con passione.
L'Agostini era quindi casa per molti scalatori, che dopo la salita trovavano, non solo un piatto caldo, ma un amico con il quale scambiare quattro chiacchiere sorseggiando una grappa al mugo offerta da Ignazio e della quale andava orgoglioso. Ignazio se n'è andato nell'anno in cui la famiglia Cornella celebra il mezzo secolo di gestione all'Agostini.
Il figlio Roberto dice: «Da qualche anno papà saliva meno al rifugio, ma si informava sempre di tutto. Mi era vicino. La prossima stagione alla quale ci stiamo preparando sarà diversa, papà però sarà nei nostri cuori».
Elio Orlandi forte alpinista conterraneo di Ignazio, lo ricorda così: «Mi legava ad Ignazio una profonda e sincera amicizia. Siamo figli della stessa montagna siamo nati e cresciuti entrambe nella frazione del Paese di San Lorenzo in Banale, Senaso, all'imbocco della Val d'Ambiez e siamo amici di famiglia da generazioni. Pe me lui è sempre stato un esempio di tenacia, determinazione e dedizione per l'impegno sia nel lavoro che nel sociale. È stato un mio maestro per quanto riguarda la montagna e mi ha tramesso la passione per l'alpinismo».
Un aneddoto. «Ignazio dal rifugio mi guardava con il binocolo mentre scalavo in solitaria sulle pareti e al mio rientro mi fissava fisso negli occhi. Mi lodava se mi ero mosso bene e in sicurezza, mi rimproverava se rischiavo dicendomi: i veri matti non sono in manicomio, ma sono fuori a fare certe solitarie. Ignazio è stato per anni il custode della val d'Ambiez».
Marco Furlani, alpinista trentino che con la scuola Graffer ha passato molte settimane all'Agostini: «Conobbi Ignazio quando salii all'Agostini come direttore del corso estivo: Franco Gadotti della scuola Graffer. Si passava una settimana lassù con altri istruttori e allievi che venivano da tutta Italia e Ignazio era un gestore premuroso e attento, ci coccolava. Era un uomo con tanta forza sia fisica che morale. Ci siamo sempre trovati bene come in famiglia, avevo con lui un legame molto forte era una persona eccezionale, trasmetteva l'etica della montagna».
La comunità del Banale ed il mondo dell'alpinismo saluterà Ignazio Cornella nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Banale lunedì 30 marzo alle 14.30.


