Il caso

Coltelli pieghevoli vietati anche in montagna, la protesta del Cai: "Assurdo"

Carlo Alberto Zanella sul decreto sicurezza: "Per chi si muove nella natura i coltelli possono salvare vite. Capisco il divieto per i ragazzi a scuola, è fuori discussione. Ancora una volta il legislatore però esagera, come è successo con l'obbligo di portare con sé la pala e l'Arva quando si va con le ciaspole"

FOTOSCHEDA - Coltelli pieghevoli vietati dal Decreto Sicurezza: perché il Cai e gli Schützen altoatesini non ci stanno

LA PROTESTA Schützen altoatesini contro il decreto: "La nostra tradizione non è un rischio per la sicurezza"
IL LEGALE L'avvocato Canestrini: “Ha ragione il Cai, solita logica del populismo penale”

BOLZANO. Il divieto di coltelli pieghevoli con oltre cinque centimetri di lama, previsto dal Decreto sicurezza, riguarda anche escursionisti e fungaioli. Il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, si dice "letteralmente sconcertato".

"Ancora una volta si decidono delle cose, senza saperle e senza ascoltare gli esperti", commenta. Il divieto include, infatti, coltelli con un meccanismo di blocco della lama, con una punta acuta, che sono molto diffusi tra gli appassionati della montagna. Il divieto riguarderebbe anche i modelli un po' più grandi dei famosissimi coltellini svizzeri. "E' un'assurdità - prosegue Zanella - perché questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare vite".

  • Il Decreto sicurezza 2026 (Dl 23/2026) ha introdotto una stretta molto più severa sul porto dei coltelli fuori casa. In sintesi: coltelli pieghevoli con blocco lama ≥ 5 cm → non si possono portare addosso --- coltelli > 8 cm → solo con giustificato motivo ----- coltelli a scatto, farfalla, pugnali → sempre vietati
  • Il Decreto avrà ricadute anche su escursionisti e fungaioli. Il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, ribatte: “Non sono armi, ma strumenti utili in montagna, che possono anche salvare vite. Il legislatore esagera, come è successo con l'obbligo di portare con sé la pala e l'Arva quando si va con le ciaspole"
  • Il comandante degli Schützen altoatesini Christoph Schmid teme che la norma colpisca anche oggetti della tradizione, come il Trachtenbesteck, cioè coltello e forchetta nella 'lederhosen' del costume tirolese. L’associazione chiede una modifica della legge: «Questo tipo di legislazione è lontano dalla realtà ed è un affronto alle tradizioni del Tirolo»
  • Critiche sollevate anche da Frosolone (Isernia), “paese dei coltelli”, con un fatturato annuo di circa 20 milioni. Il sindaco Pasquale Rocco De Lisio chiede correttivi al decreto sicurezza sui coltelli. Le aziende temono ricadute sull’economia locale. Il Comune chiede di distinguere tra uso illecito e produzione artigianale legittima

Coltelli pieghevoli vietati, escursionisti e fungaioli non ci stanno: la protesta di Cai e Schützen

Il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella sul decreto sicurezza: "Per chi si muove nella natura i coltelli possono salvare vite. Capisco il divieto per i ragazzi a scuola, è fuori discussione". Insorgono anche gli Schützen sudtirolesi. Secondo il comandante Christoph Schmid la norma rischia di colpire anche oggetti legati al costume tradizionale e alla cultura locale. FOTOSCHEDA

Il presidente del Cai Alto Adige fa presente che con questo tipo di coltello si può tagliare in caso di bisogno un laccio, intervenire sulla ferita dopo un morso di una vipera oppure liberare un capriolo rimasto ingarbugliato in un filo di recinzione elettrica dei pascoli. Infine, sono indispensabili per tagliare i funghi alla loro base per non danneggiare il micelio sotterraneo, che garantisce poi la ricrescita. "Di certo non me lo porto dietro in montagna per fare l'assassino", ironizza Zanella.

"Capisco il divieto per i ragazzi a scuola, è fuori discussione. Ancora una volta il legislatore esagera, come è successo con l'obbligo di portare con sé la pala e l'Arva quando si va con le ciaspole. Per determinate gite e condizioni meteorologiche è semplicemente ridicolo metterli nello zaino, ma - in via teorica - potrei essere multato se non lo faccio".

Il presidente del Cai Alto Adige spera ora in una modifica del testo del Decreto sicurezza, che in questi giorni inizia il suo iter al Senato. Sul quotidiano Dolomiten il senatore Svp Meinhard Durnwalder annuncia infatti un suo intervento in tale senso. "Basterebbe davvero ascoltare un po' di più gli esperti", ribadisce Zanella. 

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