Le Olimpiadi hanno svuotato le seggiovie. Gilmozzi: “Il finale di stagione è allineato con gli altri anni”
Nelle Valli di Fiemme e di Fassa le presenze dei visitatori in questo inizio di febbraio sono diminuite, anche a causa dei prezzi aumentati in occasione della rassegna a 5 cerchi. Sul Cermis in queste due settimane si registra un calo quasi del 50%, il presidente delle funivie Misconel: “C'è preoccupazione, ma inutile piangersi addosso”
VAL DI FIEMME/FASSA. Bella l'atmosfera olimpica, grandioso ospitare in Trentino atleti e sostenitori provenienti da nazioni di tutto il mondo, un onore assegnare un terzo delle medaglie in Val di Fiemme, ma non è tutto oro quello che luccica. Sul territorio fiemmese e in Val di Fassa per gli impianti sciistici e per chi affitta il proprio appartamento le Olimpiadi invernali non hanno giovato portando ad una diminuzione delle presenze.
Va meglio agli albergatori che registrano comunque il pienone con la metà delle stanze riservata agli addetti ai lavori della Fondazione Milano Cortina. «Trasmettiamo positività, - dichiara il presidente dell'Apt Val di Fiemme Paolo Gilmozzi - sta succedendo quello che già era previsto, è la normalità del periodo olimpico. Nessun problema per il settore alberghiero, le stanze sono quasi tutte occupate, ovvio che non ci sono gli sciatori classici del periodo di Carnevale. I prezzi sono assolutamente allineati a quelli dell'arco alpino ed è normale che si paghi un po' di più con le Olimpiadi che portano attività tutte le sere, vivacizzano i paesi e di conseguenza aumentano la resa. Ricordo che all'Italia sono stati assegnati i Giochi anche per la garanzia dei posti letto».
È stato infatti bloccato un alto numero di stanze per coloro che prestano servizio a Predazzo e Lago di Tesero durante lo svolgimento delle Olimpiadi e Gilmozzi aggiunge: «Con l'avvicinarsi della rassegna a cinque cerchi sono state liberate diverse stanze, ma alcune di queste possono essere rimaste vuote. Parentesi olimpica a parte, il finale di stagione è allineato con gli altri anni, anzi potrebbe esserci un incremento delle prenotazioni last minute».
A risentire della situazione, tra i territori confinanti, è soprattutto la Val di Fassa, dato che per accedere da Sud bisogna necessariamente passare per la Val di Fiemme. A fare il punto è il presidente dell'Apt Val di Fassa Fausto Lorenz: «Dalle nostre analisi, in queste due settimane olimpiche abbiamo registrato una flessione del 10% dovuta al fatto che in tanti non hanno scelto la Val di Fassa pensando ci fosse confusione causata dalle Olimpiadi. Questa diminuzione è dovuta anche alla disponibilità di camere data alla Fondazione Milano Cortina, metà delle persone che alloggiano negli alberghi sono professionisti legati al mondo olimpico».
Lorenz spiega anche alcuni motivi per cui la situazione non appare rosea: «Chiaramente la percezione sugli impianti è quella di un leggero calo e anche le strutture sembrano mezze vuote. Giochi olimpici non vuol dire necessariamente pienone e festa. A giugno come Apt avevamo comunicato agli albergatori di non alzare troppo le pretese e i prezzi, per chi non ci ha dato ascolto c'è stato un po' un effetto boomerang, in particolare la scorsa settimana con diverse stanze vuote. Nel complesso fino all'inizio dell'Olimpiade la stagione è andata bene, ora c'è una leggera flessione, ma fino a metà marzo si ritorna alla normalità».
Se agli alberghi sembra andare tutto sommato bene, non può essere lo stesso per chi affitta appartamenti. «Ne hanno risentito - analizza Luca Guadagnini presidente di Anec Trento - essendo meno strutturati e organizzati, molti sono rimasti vuoti, anche per via delle aspettative che hanno portato ad un'offerta non coerente con la richiesta».
C'è preoccupazione per gli impianti con il presidente delle funivie Cermis Giulio Misconel che riscontra un calo del 40/50% delle presenze giornaliere. «La prossima settimana, la migliore del 2025 - afferma Misconel - manterrà il trend negativo di questa. C'è un insieme di concomitanze che non ha aiutato. Molti alberghi inizialmente non hanno dato le proprie camere alle agenzie per poi ricredersi troppo tardi. Ci sono diversi milioni in meno in termini di incassi e questo dirottamento in altre località dei clienti, da parte delle agenzie, desta timore. Positivo che le Olimpiadi hanno portato strutture e infrastrutture che resteranno sul territorio, è inutile piangersi addosso, adesso serve lavorare per fornire un'offerta adeguata l'anno prossimo».