Rifugio Tonini, scelto il progetto per la ricostruzione: ecco come diventerà
Il concorso promosso dalla Sat per la ricostruzione della struttura distrutta da un incendio ha premiato lo studio RigonSimonetti di Vicenza. Il progetto punta su sostenibilità, integrazione paesaggistica e qualità architettonica
TRENTO. La ricostruzione del rifugio Giovanni Tonini entra nella fase decisiva: il concorso di progettazione promosso dalla Sat ha premiato lo studio RigonSimonetti di Vicenza, chiamato a ridisegnare uno dei luoghi simbolo dell’Altopiano di Pinè, distrutto da un incendio nel 2016. Il progetto vincitore è stato presentato allo Spazio Alpino della Sat, insieme al percorso che porterà alla realizzazione del nuovo rifugio.
"La prima conferenza stampa del 2026 con una grande e bella notizia.e con la sala della Casa della Sat che si riempie per un evento che si può definire storico", ha detto in apertura il presidente della Sat, Cristian Ferrari.
L’intervento punta a coniugare memoria e contemporaneità, riducendo il consumo di suolo e l’impatto sul versante. Il nuovo edificio sarà articolato su due livelli fuori terra e un piano interrato, con 24 posti letto, spazi per il gestore, una sala da 54 posti, bar e cucina con accesso diretto al plateatico. La struttura sarà ibrida, con basamento in pietra e calcestruzzo e volume superiore in legno, in forte integrazione paesaggistica con Malga Spruggio, valorizzando anche il riuso della pietra del vecchio rifugio.
Grande attenzione è riservata ai temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica. Il progetto prevede sistemi costruttivi prefabbricati, con una cantierizzazione stimata in 5–6 mesi, un impianto ibrido con pompa di calore e biomassa, oltre a un impianto fotovoltaico da 25,8 kWp. Le prestazioni energetiche sono attestate in classe A+, a conferma dell’approccio orientato alla qualità architettonica e ambientale.
Alla selezione hanno partecipato 130 studi, di cui due provenienti da Austria e Finlandia, a testimonianza dell’interesse suscitato dal concorso. La giuria, composta da Alessio Trentini, Andrea Piccioni, Giuseppe Zeni, Franco Tagliabue e Claudio Sartori, ha sottolineato l’elevato livello delle proposte. «Il progetto vincitore si distingue per l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità e per il rapporto misurato con il paesaggio», ha spiegato Franco Tagliabue. Il prossimo passo sarà la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, con l’obiettivo di avviare il cantiere nella prima finestra utile.