Torbole, volpe trovata morta Forse un boccone avvelenato

Una volpe morta proprio davanti a un tempietto a Torbole, salendo verso Nago, nella zona di via Santa Lucia, a pochi miunuti a piedi da piazza Goethe. La hanno notata l'altroieri alcuni turisti, che hanno contattato l'Adige.it. 

L'animale selvatico non presenta ferite evidenti e secondo testimonianze di abitanti nella zona, potrebbe essere stato ucciso da bocconi avvelenati. Sempre secondo le voci raccolte sul luogo non sarebbe la prima volpe trovata senza vita in questi giorni: se ne segnala almeno un'altra, rinvenuta pochi giorni fa sempre nella stessa zona del centro gardesano. Date le circostanze è presumibile che, compre previsto dalla normativa in caso di sospetto avvelenamento, il cadavere della volpe sia sottoposto ad autopsia a cura dell'Istituto zooprofilattico.

I bocconi avvelenati, troppo spesso distribuiti nell'ambiente in modo incosciente per contrastare la proliferazione dei ratti o delle lumache rappresentano un problema serio sia per la fauna selvatica sia per gli animali domestici. Oltretutto, ci sono purtroppo anche le anime malvage che confezionano appositamente bocconi avvelenati camuffandoli (per esempio come polpette di carne) in modo da attirare cani e gatti: un comportamento criminoso che non è semplcie smascherare ma ultimamente si è arrivati, in qualche caso a individuare e a punire i colpevoli.

«Sarebbe più facile prevenire e perseguire i reati, se fosse introdotto un regime più severo nella commercializzazione dei veleni: servono maggiori controlli e un registro dei compratori. Il suggerimento che posso dare ai proprietari di animali è di tenerli sempre d'occhio e di  non lasciarli liberi fuori dagli ambienti familiari o comunque sicuri», commenta il presidente dell'Ordine provinciale dei veterinari, Alberto aloisi.

Problematiche per gli animali, derivano peraltro anche dai pesticidi utilizzati in agricoltura. Oltre alla nota questione delle morie di api, va tenuto presente anche il rischio che corrono cani e gatti lasciati liberi in aree itneressate dalla irrorazione di sostanze tossiche.

Per tornare ai veleni va ricordato, peraltro, anche il rischio indiretto rappresentato dall'ingestione di altri animali avvelenati, specie topi.

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